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Piccoli fastidi quotidiani VI
Credo siano tutti istinti naturali: una porta chiusa sbarra l’accesso, una aperta invoglia a varcarla; dal buio si rifugge, la luce attira; un posto silenzioso mette in soggezione, se c’è del rumore si pensa subito alla presenza di qualche simile.
La prossima volta devo ricordarmi che la porta aperta con ancora la luce accesa e il rumore dello sciacquone potrebbe non essere la miglior scelta, nei bagni dell’ufficio…
Pericoli
Stanotte prima di addormentarmi pensavo che in vita mia ne ho fatte, di cose pericolose:
ho comprato roba illegale nel quartiere di St. Pauli a Amburgo;
sono passato con la vespa tra due T.I.R. che viaggiavano in direzioni opposte;
sono andato in macchina da Torino alla Liguria con uno che poi ho scoperto essere sotto l’effetto di cocaina1;
ho guidato dai murazzi a casa dopo aver bevuto troppo alcol;
ho dormito in macchina ai murazzi fino a mezzogiorno, quando i murazzi di Torino non erano ancora il posto fighetto che è ora;
ho sorpassato, sempre in vespa, un suv che stava svoltando a sinistra2.
Ah, e poi c’è quella cosina là del guard-rail e del coma, ma quella non è una cosa pericolosa che ho fatto, tendo a pensarla come una cosa che mi è successa.
Ma mai, mai avrei pensato a quanti pericoli andavo incontro quando per la prima volta ho pensato che forse avrei potuto fare dei lavori in casa.
- a mia discolpa posso solo dire che la macchina era sua e io non avevo idea che fosse un addicted [↩]
- e non aveva messo la freccia, la troia [↩]
Awareness
Me lo scrivo qui, così in futuro mi ricorderò o sarà perlomeno rintracciabile.
Se avessi la possibilità di insegnare una sola parola ad una eventuale generazione futura, quella parola vorrei fosse consapevolezza.
Ci pensavo stanotte, prima di prendere sonno1: i bambini prima che vadano a scuola, i ragazzini quando hanno finito i compiti e son liberi di giocare, gli adolescenti che patiscono le prime pene d’amore, i giovani che danno esami all’univerità in mezzo al formicolare della vita, i primi stipendi che danno indipendenza, l’appagamento del lavoro e la felicità dell’amore nell’adulto, immagino anche la docile vecchiaia, tutti questi momenti son belli se vissuti con consapevolezza.
Non tenterei di inculcare ad un bambino l’idea del godersi la vita perché poi passa e non torna, tanto ho visto che come hai un pelo bianco in testa o in faccia2 quelli smettono di darti retta, probabilmente lo facevo anche io, è come quando un vecchio di trent’anni ti dice di studiare perché poi ti servirà, boh, sarà vero, ma che cazzo vuole sto matusa?
Ma vorrei essere capace di insegnare ad un mio figlio ipotetico ad essere totalmente presente nel suo oggi, in modo che quando sarà passato abbia fissato abbastanza ricordi per rivederseli come un film quando vuole.
Tipo quando mio papà mi insegnava l’algebra ai primi anni di elementari o mi spiegava il disegno tecnico col tecnigrafo alle superiori: due dei ricordi più forti e belli che abbia.
- Va’ che mi sta facendo questa maledetta insonnia, se non ricomincio a dormire o divento pazzo o divento filosofo (melenso?) [↩]
- E ormai di peli bianchi tra la barba ne ho fin troppi… [↩]
Tonight is the night
Domani si inizia una nuova vita, finalmente1 ricomincio a lavorare.
Dopo un paio di mesi di fancazzismo acuto si torna ad avere orari, impegni, responsabilità.
Chissà come sarà?
E chissà se la piscina di fronte all’ufficio è aperta in pausa pranzo?
- lo scrivo solo perché mi hanno detto che fa brutto lamentarsi, in realtà a casa a far nulla ci stavo così bene… [↩]