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Io sarà che son scemo.
Ma non ho ben capito a che servono i gruppi su aNobii.
Ma mi rompo davvero le palle tutte le volte che mi connetto a rifiutare l’iscrizione per una decina di gruppi.
Tanto più che l’interfaccia di aNobii pecca un po’ e non posso selezionare tutti i gruppi e poi rifiutarli tutti e in più quando clicco su rifiuta di un gruppo il link al rifiuta del gruppo successivo è spostato un po’ in basso e devo muovere il mouse. Mi rendo conto che non si capisce un cazzo dalla descrizione, ma son troppo scazzato per riscriverlo… Provate e vedrete.
Io mela mangio.
No, non ho mancato uno spazio nel titolo.
Ho comprato un Mac Mini e un iBook.
Fighi, eh? Tutto che funziona come mi aspetto, una gioia per gli occhi, la riscoperta che con un computer posso anche fare le cose in modo naturale e non bloccato come con Windows e così via.
Ma qualcuno, là fuori, mi sa spiegare come faccio a spostare il cursore di una parola intera?
Perché si da il caso che a me piaccia molto usare la tastiera per fare le cose e soprattutto quando scrivo odio dover prendere il mouse e spostare il cursore dove voglio che sia.
Com Windows uso tantissimo i tasti Home ed End e più ancora la combinazione Ctrl+freccia sinistra per muovere il cursore alla parola precedente. Perché un conto è se quello che hai appena scritto è “cioa bella” dove per correggere ti servono meno di dieci scatti di freccia a sinistra, ma se hai sbagliato scrivendo “spuercalifragilistichespiralidosamente fantastico”, allora te ne servono una cinquantina. Mentre col ctrl+freccia ne basterebbero un paio.
E quindi, ditemi che quello che cerco è lì. Sotto il mio naso e mi basta imparare una nuova combinazione di tasti e che il buon Steve Jobs non mi costringe ad usare il mouse, potrei rimanere molto deluso!
La rete spiegata a mio papà.
Sabato, dopo alcuni mesi sono finalmente riuscito a far capire a mio padre un concetto fondamentale di architettura di reti applicato al suo uso quotidiano del pc.
Noi viviamo in una zona nella quale non è ancora arrivata l’ADSL quindi si naviga col modem in dial up.
Il portatile di mio padre è arrivato con un programma per la connessione preinstallato che si chiama Easy internet che è richiamato tutte le volte che firefox o Thunderbird vengono aperti senza che ci sia una connessione.
Immagino che tutto ciò sia stato pensato per facilitare l’esperienza dell’utente che non deve preoccuparsi della connessione se non è presente.
Però.
Però in passato io avevo tentato di spiegare a mio padre che è totalmente a digiuno di concetti informatici come file, programmi, protocolli, sistema operativo, internet, applicazioni, web, posta elettronica e così via, ma che è nonostante ciò una persona intelligente.
E avevo fallito più volte.
Perché per lui internet ò una cosa che sta là, dopo il modem e lui quando vuole va su internet e si scarica la posta e va su google.
Così, semplicemente. E non gli interessa come, gli interessa farlo.
E sembrerebbe aver ragione chi si è inventato quel meccanismo per cui quando mio padre apre Firefox se non c’è la connessione parte il programmillo che la crea.
Però sabato gli ho installato un antivirus gratuito al posto del norton che era scaduto.
La prima volta che ha acceso il computer con il nuovo antivirus questo ha tentato di aggiornarsi online e non trovando una connessione ha lanciato il programma per crearla.
Lì mio padre è entrato in crisi.
Come detto, non sa molto di pc, ma oltre a non essere stupido è anche curioso e quindi non gli tornava: per lui internet era la posta o google e non capiva come mai un antivirus gli facesse partire easy internet.
Al massimo era lui stesso a far partire easy internet facendo doppio click su Firefox e poi però si stupiva che l’antivirus non si aggiornasse.
E allora prova a spiegargli che Firefox è un programma e anche Thunderbird è un programma e anche AntiVir è un programma e anche Easy internet è un programma. Sono tutti programmi e ognuno fa cose diverse e guarda caso Easy internet crea la connessione a internet e gli altri programmi invece usano una connessione ad internet e quindi richiamano Easy internet per crearla.
Un muro.
Poi gli ho fatto un disegnino ed è valso più delle mille proverbiali parole.

Ha capito tutto.
E si è pure un po’ incazzato perché al corso di computer che segue all’università delle tre età gli spiegano che pulsante premere in word per fare il grassetto e non queste cose: secondo lui chiunque troverebbe quel pulsante se gli spiegassero quale programma far partire per scrivere una lettera. come chiunque capirebbe come tirare una retta se gli dessero un cad.
Invece non sono molti a capire come è fatta una rete e tutti se ne fregano.
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Oggi sono riuscito a leggere un po’ di blog che avevo in arretrato.
Andrea Beggi ha scritto venerdì un post che mi ha ricordato per certi versi un libro che lessi un po’ di tempo addietro: La caffettiera del masochista. Psicopatologia degli oggetti quotidiani.
Anche in quel caso si parlava di usabilità, riferita però al design degli oggetti, mentre Beggi parla di linguaggio tecnico tra se stesso e i suoi utenti.
Ho trovato bizzarro come molti dei commenti del post non fanno altro che evidenziare come chi legge usa la propria struttura mentale per generare il significato del testo.
Anche io ho dovuto giustificarmi con mio padre per tutto quello che do per scontato quando ‘gli spiego il computer‘.
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Qualcuno sa come fare per evitare che tutte le volte che apro Mail si apra anche iCal? Grazie.