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Fascismo e antifascismo

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Opinione: le frecce tricolori, se le vedi per la prima volta, sono fighe. Al di là della propaganda militare, del simbolo, di tutto, sono proprio fighe. Se le vedi più volte non so.

Opinione: il raduno degli alpini mi pare sia una baracconata stile fiera di paese. Se poi da alpini lo si senta diversamente non ne ho idea, ma mi è sembrato un modo per disfarsi di vino.

Fatto: tutta piazza Castello ha fatto ooohh al passaggio delle frecce tricolori. Ooohh e solo ooohh. Niente altro. Diventerà importante tra poco.

Fatto: Chiamparino potrà non essere un sindaco amato da tutta la cittadinanza, ma tutti i torinesi che stasera erano in piazza a sentire il suo saluto agli alpini l’hanno applaudito. Tranne in un preciso momento, diventa importante tra un attimo.

Fatto: davanti avevo un alpino col cappello e anche lui ha applaudito Chiamparino tranne in quel momento di cui tra un secondo parlo.

Fatto: tutte le volte che qualcuno al microfono ha menzionato il segretario alla difesa col titolo o chiamandolo ministro o nominandolo, gran parte della piazza ha ululato e fischiato e fatto buu. Anche quando l’ha fatto Chiamparino all’inizio del suo discorso.

Fatto: La Russa ha detto che c’era solo un gruppetto di fischiatori professionisti, che era pronto a mangiare un capretto vivo se anche solo un alpino lo stava fischiando, che quelli che fischiavano erano gli stessi che avevano fischiato le frecce tricolori.

Nessuno ha fischiato le frecce tricolori, io ho una professione, ma non è quella di fischiare i fascisti, l’alpino davanti a me era indignato che un fascista rendesse omaggio alla medaglia d’oro assegnata alla città di Torino per la resistenza al nazifascismo e ha fischiato e fatto buu al ministro.

In definitiva io ho un capretto vivo che ha avuto un momento di timore, poi ha pensato che poteva stare tranquillo e si è rimesso a dormire…

Written by effemmeffe

May 6th, 2011 at 8:11 pm

C’è vita oltre il kebab?

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Prendo spunto da un post di Francesco Costa: e a Torino?

Che io sento forte la mancanza di un hamburger mangiato a Londra l’inverno scorso e non posso continuare a finanziare Al-Qaida.

Written by effemmeffe

September 6th, 2010 at 10:00 am

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Vanchiglia maledetta

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Odio tutti voi là fuori che mi costringete ad ammirare e invidiare i francesi che si fermano ai passaggi pedonali, vi odio.

Ma un po’ vi capisco anche: se neanche lo stato non vi aiuta la vedo dura che cambiate da soli.

Per dire, se la via verticale qui a destra è a senso unico dal basso verso l’alto e quella orizzontale è a senso unico da destra a sinistra, che ci stanno a fare le strisce in alto? Se io arrivo dal basso e trovo un pedone sulle strisce in alto che faccio, mi fermo in mezzo all’incrocio per farlo passare?

Boh, son passati tanti anni dall’esame per la patente, ma a me pare una puttanata fare la segnaletica così.

Written by effemmeffe

September 3rd, 2010 at 12:43 pm

Crack!

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Mi sono preso una storta, roba che all’inizio pareva da poco e poi nella notte ha iniziato a far male e il mattino dopo in ufficio non c’era stampella che tenesse, male e quindi vado al pronto soccorso.

Lavoro vicino al Maria Adelaide e quindi sono andato lì, di seguito un paio di riflessioni su quel che ho visto nelle tre ore in cui sono ci stato.

1. Un po’ lo capisco, il signore che aspettava da oltre un’ora, io avevo un libro di Lansdale e il tempo m’è passato, lui stava in piedi nel corridoio e vedeva entrare tutti prima di lui. Certo, capire che i numeri che danno all’accettazione non sono in sequenza apposta per evitare i tipici scazzi del c’ero prima io potrebbe aiutare. Come anche informarsi su cosa sia e a cosa serva il triage. E poi non è materia da rocket science: uno ha già fatto la visita , quando torna con le radiografie se non passa prima di un codice bianco non passa mai più e quindi quando lo dimetti? Quando speri di essere dimesso tu, nel momento in cui ti ci troverai? Ci hai pensato un po’? No, eh? E allora mi rimangio che ti capisco. Se poi inizi ad urlare di raccomandazioni, beh, vai e muori della tua ignoranza.

2. Donna che arrivi dopo di me all’accettazione di radiologia spingendo tua madre in carrozzina, già ho sentito che ti lamentavi perché ti passavano tutti davanti1, già il medico del pronto soccorso si è fatto scappare con l’infermiera con cui ti lamentavi che tua madre è meno di un codice bianco, si capisce subito che non ha un cazzo, cioè, spiace a tutti che abbia preso una botta alla gamba, ma tu e lei intasate il pronto soccorso,  già io per puro culo sono arrivato a far le radiografie alle 12 e 39, tempo che la signora dietro al vetro mi registri e sono le 12 e 40 passate. Se la signora dietro al vetro dice che lei è la sola impiegata e che ha una pausa di venti minuti per pranzo e che quei venti minuti vanno dalle 12.40 alle 13.00, beh, hai un bel lamentarti con lei, hai un bel dire che in Italia va sempre così. Fai una cosa furba, vai all’ufficio relazioni con il pubblico, come la stessa signora dietro al vetro ti ha consigliato, lamentati con loro, che magari ci possono far qualcosa. Come dici? Pesa il culo? Tanto non cambia nulla? E allora non rompere i coglioni a me che son qui che cerco di leggere Lansdale, ok?

3. Signora dietro al vetro all’accettazione in radiologia. Io non sono per i dressing code, tzè, proprio io, figurati. Però dai, capiscilo da sola che lo stile cougar non ti sta bene addosso, a maggior ragione prima di pranzo, in un ospedale, in un ufficio dove c’è il pubblico. Dai. E poi, pur solidarizzando con te e le tue necessità alimentari che hanno a che fare con rompicoglioni tutto il giorno, mi permetto un consiglio: la prossima volta che incontri un rompicoglioni usa la cortesia piuttosto che l’approccio duro.  La cortesia stende, non sono molti quelli che riescono a rompere i coglioni di fronte a qualcuno che si dimostra cortese e accondiscendente. E se sei brava puoi anche pigliarli un po’ per il culo. Rispondere male come hai fatto tu appena la rompicoglioni ha iniziato il suo show mette anche te dalla parte dei cattivi. Una guerra tra poveri.

4. Com’è che tutte le radiografiste sono carine? Tutte. E per mia sfortuna la statistica personale non si basa su un paio di esemplari. Poi spesso sono stronze, vabbè. Tipo che mi fai le lastre al piede sinistro, uno dei pochi pezzi rimasti sani in 37 anni di vita e poi mi chiedi se ho già avuto problemi a quel piede lì? E’ come invitare le mie paranoie non al cinema, ma a tutto il cazzo di Screamfest Horror Film Festival, lo sai. Soprattutto se poi il mio piede sinistro non ha nulla. Nulla. E a me non piacciono i film dell’orrore.

5. Gli ortopedici sono dei sadici. Lo so dai tempi dell’incidente in moto. Perché solo un sadico potrebbe proporre un bendaggio contenitivo al cromo o che cazzo è dal ginocchio in giù che comprende anche tutto il piede e non lascia fuori nemmeno le dita. Con 30 gradi. Per 7 giorni. Che quando torno al controllo tra una settimana mi dovrete rinchiudere in una camera contenitiva prima di aprire sto coso.

6. Non c’entra con l’ospedale, ma bucare la gomma posteriore della vespa alle due e mezza del pomeriggio non è una bella cosa in assoluto, se poi hai solo una gamba buona è peggio.

  1. e vale quel che ho appena detto qui sopra []

Written by effemmeffe

July 15th, 2010 at 12:21 pm