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La ricetta per curare tutti i mali
Certo non deve schifarti il reggae: che so che c’è gente che non può sentirlo.
Ma a parte loro, non c’è di meglio di una compilation dei pezzi di Alborosie in cuffia per preparare l’arrivo del venerdì sera!
La parola turismo a Cuneo non vale.
Se sento “Vinadio“, a me che nella provincia granda non ci sono mai stato, vengono comunque in mente almeno tre cose: le terme di Vinadio, l’acqua minerale Sant’Anna di Vinadio (che non linko ché son in polemica con i produttori di acque minerali e bevo solo più birra, chinotto e acqua del rubinetto. Ma vabbè.)
e il forte di Vinadio (il titolo della pagina Classico viola è un po’ criptico, ma anche qui: vabbè.)
Ora, se io che pur non sono mai andato nella provincia granda voglio andare a Vinadio a sentire un concerto, mi aspetto che ad un certo punto dei millemila chilometri che ci sono tra l’uscita chiamata Cuneo dell’autostrada Torino-Savona e la Cuneo vera e propria -cazzo, cuneesi, vi serve affitarvi un topografo, fateci scrivere quasi-Cuneo su quel cartello, tra-un-bel-po’-Cuneo, sennò uno s’illude- dicevo, uno si aspetta prima di entrare dentro Cuneo, di incontrare un fottuto cartello che indichi la strada per una qualsiasi tra la sorgente, il forte, le terme. Per sapere dove andare per andare a Vinadio.
Non che ci sono un milione di cartelli per Valdieri che per inciso sta in una valle a parte. Oltretutto stando a google, Valdieri oltre al pregio di aver ospitato per un po’ una mia cara amica che mi ha allietò il soggiorno in Brasile, altro non sembra avere di notevole.
Poi, Junior Kelly è di gran lunga il miglior cantante jamaicano che abbia visto fin’ora. Grande voce, grandi pezzi, grandi coriste e anche se c’erano solo un duecento persone era davvero preso bene e mi è molto piaciuto che alla fine del concerto si sia andato a sedere di soppiatto sui gradini a lato del palco dove la gente ha potuto raggiungerlo e parlarci un po’.
Fanculo agli stronzi bastardi figli di puttana che alle sette e mezza, di ritorno dai loro merdosissimi divertimenti, hanno iniziato a gridare a un metro dalla mia tenda.
Merde. Avete continuato per un’ora.
Merde!
L’Ase d’Alegre! @ Forte Albertino
Io, se fossi uno che gli piace il reggae o anche se fossi uno che gli piaccion le dancehall o addirittura anche solo se semplicemente fossi uno di Cuneo, io venerdì prossimo, il 27, andrei qui.
Arctic Monkeys @ Traffic Free Festival
Ancora report dal Traffic Free Festival, “l’unico festival gratuito d’Italia!” (Giuro, se sento ancora quella presentatrice urlare questa frase mi compro un fucile da cecchino… Ma chi e’ che le scrive i testi?)
Mi sono perso gli Art Brut, a sentire in giro un bello show.
Poi sono saliti sul palco i The Coral, mi sembra di aver sentito mille gruppi come loro, britpop, capelli alla Beatles, chitarre (tre chitarre? E poi basta? OMG, il bassista degli LCD Soundsystem con una corda spezzata faceva piu’ casino di tutti voi!) e poco piu’.
A seguire le star della serata, gli Arctic Monkeys. La prima cosa che colpisce sono i brufoli del cantante, evidente segno di quanto siano sbarbatelli questi qui.
E poi poco piu’. Non ho trovato molto interessante la musica che fanno, molti pezzi simili tra loro, poca varieta’. Forse e’ solo hype?
In compenso la continuazione della notte da Giancarlo con Paolone a.k.a. Ferrari che ospitava Raiz ha rialzato il mio personale borsino del divertimento. Il grande vecchio del reggae torinese ha sparato un paio di pezzoni per aprire la serata e poi ha iniziato il suo set uno ieratico Raiz che ha buttato li’ anche qualche pezzo del nuovo album.
A latere: non sapevo che sul tavolo da ping pong di Giancarlo ci fossero signori giocatori a sfidarsi, ho passato una mezz’oretta di piacevole ammirazione, anche per la fatica di recuperare la pallina tra la folla ad ogni punto.
E sempre piacevole la visione delle due bariste del bar interno con i loro vestitini estivi…