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The King’s speech
L’oscar l’ho messo solo per poter scrivere nello stesso post la parola “Oscar” e il titolo “Il discorso del re” o “The King’s speech” che magari google mi indicizza e faccio un botto di visite1
In realtà quello che voglio scrivere è che ieri pomeriggio ho visto il film che ha trionfato alla notte degli oscar al cinema Centrale Arthouse di Torino in lingua originale. E dopo davano The black swan, anche quello in originale sottotitolato.
Il cinema Centrale è un buco, anzi, un tunnel, le file sono da sette poltrone2 e lo schermo è poco più grande di un moderno televisore a schermo piatto e il sonoro è quello che è, quindi per sopravvivere in concorrenza con le multisale che ormai sono la norma si sono dovuti inventare qualcosa e quello che si sono inventati è dare i film in lingua originale. E sono contento che la sala fosse piena, spero lo fosse anche per il film successivo.
I sottotitoli non erano il massimo come traduzione, ma complessivamente accettabili, non ho solo capito la scelta di non terminare le frasi con il punto, perché mettere il punto esclamativo e quello interrogativo e non mettere il punto alla fine delle frasi? Davvero fastidioso.
Purtroppo non sono riuscito a vedere chi ha fatto i sottotitoli.
Wired Italia
Wired era fino a poco tempo fa, un magazine americano che trattava di cultura digitale e nell’immaginario comune è sempre stata un po’ la bibbia della net generation. Ora, da questa settimana, è uscita anche la versione italiana.
Chiaramente il buzz in rete è stato molto elevato, vuoi mettere, Wired finalmente accessibile anche alle genti italiche, un attesa enorme.
Io l’ho comprata e dico subito che, mmm, mi sa che non prenderò il secondo numero.
Leggo in rete che molti si stanno scontrando con la cartaceità della rivista, abiuati come siamo ormai a leggere tutto in digitale sullo schermo del computer. Da divoratore di fumetti non ho questo problema, anzi, preferisco da sempre leggere una rivista piuttosto che un blog, il mio giudizio negativo deriva dal fatto che in una rivista di oltre 200 pagine ho trovato troppa pubblicità e tra tutti gli articoli quelli che reputo interessanti si contano sulle dita di una mano.
La maggiorparte di ciò che ho trovato sul primo numero la conoscevo già o la posso trovare facilmente sul web, senza la necessità di spendere quattro euro.
I’m pregnant
Non so riconoscere il momento migliore di Juno, se quando sbatte quel test di gravidanza allo store, se quando capisci che la madre adottiva non è niente altri che Allison Janney, sì, proprio C.J. Cregg, se quando parla con quelle vocine bizzare, se mille altri momenti divertenti e romantici e delicati, ma se dovessi sceglierne uno è quando parte Expectations di Belle and Sebastian.
Ellen Page è bravissima, voglio una figlia così, voglio una ragazza così quando ho sedici anni, voglio un’amica così.