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Caro vita

Oggi per la prima volta sono entrati 10 euro nel serbatoio della mia vespa…
Porco cazzo!
Il lusso che ci concedete
L’altra sera alla radio ho sentito un servizio ad un GR su una macchina costruita non so dove (India?) da non so quale casa che costerebbe qualcosa attorno ai 1500 euro.
Il servizio diceva che probabilmente non vedremo mai questa macchinina in Italia ed era chiamato a spiegare il perché un qualche esperto di motori. I principali motivi addotti sostanzialmente erano il non rispetto delle norme di sicurezza richieste dal mondo occidentale e poi la frase che mi ha fatto incazzare (parafrasata, chè non mi ricordo le esatte parole): non ha le dotazioni tecniche che ormai tutti siamo abituati a considerare come imprescindibili per una macchina. Forse volevi dire le ditazioni tecniche di cui infercite le macchine per farcele pagare una fucilata!
Cioè, a me son sempre piaciute le macchine che qui nel torinese son chiamate da parinot, in pratica le berline 4 porte: ho avuto nell’ordine una Regata 100S, una Rover 618 e ora ho un’Alfa 156 (che per inciso venderei immediatamente, mai odiato una macchina così tanto…) e mi piacciono le comodità, ma sono convinto che se ci fosse una macchinina di dimensioni ridotte per la città a 1500 euro non sarebbe la mancanza di optional a tenermi distante, anzi.
In questi giorni a blogosfera è in fibrillazione per l’uscita in Italia dell’Asus Eee, molti blogger parlano di questo pc a basso costo e alcuni sono anche blogger che solitamente usano un mac e che quindi sono abituati ai comfort, ma evidentemente non disdegnerebbero un pc con meno feature e un costo contenuto.
Vedo un simpatico parallelo tra le due situazioni, evidentemente siamo abituati a pensare a Bill Gates come a uno degli uomini più ricchi del mondo, ma il potere che ha è sensibilmente minore rispetto a quello della filiera del petrolio…
E pensare che.
Quando ero consigliere comunale del mio piccolo paesino avevo proposto una discussione sull’opportunità di costruire una specie di chicane con i marciapiedi lungo la via principale del paese per scoraggiare le alte velocità in centro al paese.
Nessuno mi diede retta e io a dire il vero non insistetti poi molto.
Oggi ho trovato in rete [via] il resoconto di David Byrne di un incontro sul trasporto alternativo tenutosi a New York.
La frase che più mi ha colpito recita: “L’obiettivo non deve essere migliorare i trasporti, ma migliorare la qualità della vita.”
Come vorrei che anche Torino funzionasse così…