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La musica che mi piace ascoltare
La musica che mi piace ascoltare da un po’ di tempo mi provoca anche qualche imbarazzo.
Perché la musica che mi piace ascoltare è il reggae.
E la musica che mi piace ascoltare da qualche tempo ho scoperto essere cantata da una banda di razzisti omofobici che inneggiano al linciaggio dei froci.
E quindi la musica che mi piace ascoltare è un po’ più difficile da ascoltare sapendo che è cantata da incivili. Ed è un po’ più difficile da mettere alle feste.
Perché io sono sempre stato contro tutto quello che alcuni cantanti dicono in alcuni dei loro testi.
Poi posso anche capire come nasce il problema e, se devo dirla tutta, capisco anche l’inevitabilità di tutto ciò: tu nasci in un posto dove vale la legge della strada e essere frocio non è certo da duri, dove la religione ti dice che l’omosessualità è peccato mortale, dove la legge dello stato ti dice che la sodomia è punita con il carcere.
E le battutine tra ganzi diventano testi delle canzoni e guarda caso la gente che ti ascolta al posto di mandarti a cagare come accadrebbe qui da noi, ti applaude. Perché anche loro sono nati nello stesso posto e sono cresciuti con gli stessi valori morali deviati.
E quindi diventa un circolo vizioso difficile da infrangere.
E secondo me, boicottare i concerti dei vari cantanti qui in Europa (l’ultimo caso è Capleton a Torino) è giusto, ma serve a poco.
Perché là, in Jamaica, loro continueranno ad essere applauditi per le loro cazzo di liriche omofobiche.
Senza pensare di esportare la democrazia come va tanto di moda adesso, forse una pressione a livello istituzionale potrebbe essere più efficace.
Quindi tutti quelli che qualche volta hanno ascoltato con piacere del reggae e non si rassegnano all’imbecillità di alcuni artisti cantanti stronzi che suonano la musica che mi piace ascoltare, possono fare qualcosa: possono andare su reggae.it, il portale di riferimento in Italia e firmare la petizione che chiede un cambiamento di rotta al governo jamaicano.
Che magari serve a poco anche quella, ma penso sia un passo nella direzione giusta.
E poi possono smettere di tifare juventus, ché se non fosse bastato moggi, adesso ci pensa anche il loro allenatore a dimostrare che se non sono deficienti non li prendono lì…
Facciamolo aperto, facciamolo tutti.
Dicendola alla nerd, OpenDocument è un formato di interscambio dati basato su XML.
In linguaggio più comprensibile è un modo per salvare i propri documenti ed essere sicuri che gli altri li possano manipolare senza problemi.
Chiunque si sia mai trovato ad avere problemi nel modificare un documento fatto con una versione di Microsoft Word diversa dalla propria conosce perfettamente il problema.
Ad un certo punto non so chi, ma se qualcuno fosse interessato può leggere le F.A.Q., qualcuno, dicevo, s’è messo lì e ha scritto una specifica per un formato aperto e sta (anche) cercando di fare in modo che venga adottato (anche) dai programmi di casa Microsoft, sembrerebbe anche con un certo ritorno da parte di Microsoft che a quanto pare ha dichiarato che a fronte di una grossa richiesta potrebbe adottarlo per i propri programmi.
Per quanto mi ricordi io, ma potrei sbagliarmi, questa è la prima volta che la casa di Redmond dimostra di essere interessata al giudizio degli utenti e soprattutto di voler adottare uno standard e non tentare di imporre i propri.
Vale quindi la pena di supportare questo formato e spingerlo, firmando la Petizione a Microsoft affinchè; supporti OpenDocument.