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La miglior partita
Negli anni scorsi l’Inter aveva mille punti di vantaggio sulla seconda e tutti parlavano di quanto fosse scarso il nostro campionato, vedevo servizi di mezz’ora a controcampo sul tema.
Ora il milan ha tre punti di vantaggio sulla seconda e due in più rispetto all’anno scorso alla 14a giornata, quindi non ha migliorato sensibilmente la sua classifica rispetto all’anno passato e non ha un distacco enorme rispetto alla seconda.
Ma non mi pare di leggere che il campionato faccia schifo, anzi, pare che il milan sia una squadra da paura…
Se fai la miglior partita dell’anno e pareggi 1-1 con la Samp ci sarà qualcosa che non va o no?
PO(L)VERINI!

Po’raccio
E Veltroni che lo lascia senza l’opposizione molle a cui si era ormai abituato, e Cappellacci che gli rifiuta la spiaggia della sardegna per la centrale nucleare, e la sorella, ora gli si rompe del tutto anche il giocattolino…
Che vita di merda fa il presdelcons?
Momenti difficili.
Ieri sera ho visto la finale di Champions League.
Era una situazione win-win per me: anche se tifo per la vera squadra di Milano, sono stato contento che abbia vinto un’italiana. E se avesse perso avrei goduto a vedere la faccia di Berlusconi.
Speravo in una bella partita, anche se difficilmente le finali lo sono, ma visto come il Milan ha asfaltato il Bayern e il Manchester una speranza l’avevo. E invece il Milan ha giocato male come non mai, ma l’importante in quei casi è vincere e hanno vinto. Chapeau.
Certo, c’è stato un momento in cui ho rosicato, quando Inzaghi ha segnato quel gol di culo che ha cambiato la partita e che invece l’Inter non è stata capace di fare a Valencia, ma vabbè, era serata di festa e festa è stata.
Poi però ad un certo punto mi sono intristito.
Perché ho pensato a come deve sentirsi oggi uno juventino: il Milan al posto di retrocedere con loro ha vinto la Champios, l’Inter lo scudetto, perfino la Roma ha vinto la coppa Italia e loro lì, a festeggiare con battute contro i froci la promozione in serie A e a cercare di trattenere l’ultimo campione che gli è rimasto.
Che brutta vita dev’essere…