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La bellezza dell’adeguatezza
L’eleganza del riccio di Barbery Muriel è un libro che contiene un numero incredibilmente alto di riflessioni filosofiche che mi hanno fatto emozionare pari forse soltanto a Le braci di Sandor Marai.
In compenso La ragazza dal cuore d’acciaio di Joe R. Lansdale uscito per Fanucci contiene almento tre refusi nelle prime 50 pagine. Signori della Fanucci, se avete bisogno di un correttore di bozze fatemelo sapere, possiamo metterci d’accordo. Ah, non querelatemi per cortesia, nemmeno se per caso gli errori sono tre nelle prime 51 pagine… Grazie.
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Nel post da Parigi e in quello su 24 ho un po’ scherzato sui vari scioperi che mi toccano /hanno toccato recentemente. Intendiamoci, credo fermamente nello sciopero come forte mezzo a disposizione dei lavoratori proletari contro l’egemonia del padrone e tutte le banalità da discorso RSU in sala mensa. Ma ieri, a pranzo con un amico parigino, ho saputo qualcosa di più su quello che riguarda il blocco della metropolitana a Parigi: a quanto mi dice -non ho voglia di andare a cercare le fonti, non faccio il giornalista- insomma, a quanto dice l’amico, la pensione per i francesi arriva ai 65 anni di età con almeno 40 anni di contributi. Un tempo i macchinisti buttavano carbone nelle fornaci per far andare aventi i treni e perciò il loro era un lavoro usurante ed ottennero quindi la pensione a 55 anni. Ora che non è più così il buon (ehm…) Sarkò vorrebbe modificare i termini contrattuali e loro han pensato bene di bloccare quasi completamente Parigi e non so il resto della Francia.
Ecco, fosse vero non farei che ribadire la frase del post di domenica: bastardi, tornate a lavorare! Vi sostituissero tutti come per la linea 14 completamente meccanizzata! Per colpa vostra ho i piedi bollenti ancora oggi!
Per dire cosa succede con la grève: ieri siam partiti verso le quattro da Place d’Italie, camminato dieci minuti fino alla linea 14, fatto sette fermate per un totale di una ventina di minuti circa, scesi ad Opéra, aspettato il RoissyBus che naturalmente partecipava allo sciopero ed è arrivato con più di mezz’ora di ritardo e ci ha messo due ore dico due per fare un percorso di una trentina di chilometri.
Col risultato che, dopo una breve litigata, alle 19 e 15 la signora della AirOne ci ha stampato i biglietti per l’aereo delle 19 e 25. Che partiva un infarto più in là, alla sommità di una rampa di scale alla fine di qualche milione di corridoi con il tapis roulant che immancabilmente rotolava nel verso sbagliato per noi.
E se devi piantarlo, quel coltello, fallo fare a lei
Non frequento blog di letteratura. E’ un po’ come per i film: non guardo i trailer, mi piace andare al cinema e scoprire lì di che parla il film. Cioè, non proprio così al buio, so che se vado a vedere I sette buchi caldi di Lorena è meglio se ci vado da solo e non mi porto la fidanzata, ma l’idea è più o meno quella.
In più preferisco che nessuno giudichi le mie letture e non mi piace sapere che un libro che a me è piaciuto in realtà per tutto il mondo è una merda, che va bene quella cosa del milione di mosche, ma se fa schifo proprio a tutti tutti poi mi viene il complesso di inferiorità e ne ho già abbastanza di problemi, grazie.
E in più mi annoio a leggere da web e i blog di letteratura sono solitamente prolissi, almeno quei pochi che ho per caso incrociato in giro per la rete e quindi basta.
Leggo però il blog di Bucknasty e da un suo post vengo diretto su un blog a me sconosciuto, Cabaret Bisanzio, nel quale si fa la parodia di una recensione presente su Carmilla, sito che non frequento, al libro di Babsy Jones, scritttrice che non conosco.
C’è tutta una polemica nei commenti ad un post che prende in giro una recensione del libro di Babsy Jones. Già a scriverlo fa ridere, no? Lo riscrivo ancora, così lo si può ammirare meglio: la polemica nei commenti ad un post che prende in giro una recensione di un libro. Phew! E’ come quando devi spiegare di quel cugino del cognato della sorella del fidanzato di tua nipote…
Ma non è della polemica che voglio parlare, non me ne frega nulla. E’ un commento che voglio che vi andiate a cercare (visto che non posso/sonocapace a linkarlo): il commento di irene del 23 ottobre 2007 alle 12:35 am.
Io non so chi sia questa Irene, ma so che vorrei lei come scrittrice di anatemi.
La categorizzazione delle nuvole
Perché in realtà io mica riesco a catalogare le cose.
Ad esempio mi son comprato un cd che mi fa impazzire ed è catalogato come Breakbeat, ma io mica lo so che vuol dire, Breakbeat, la chiamo sempre musica elettronica, tutta quanta. Oppure reggae oppure hip hop. O rock. Ma ad esempio indie mica mi è facile sapere chi lo sia…
Per dire, a me il noir m’ha sempre fatto pensare a robe pesanti, invece quando leggo un libro di Fred Vargas spesso rido. Magari anche perché son contento che la mia libraia di fiducia mi abbia convinto a provare a leggere Parti in fretta e non tornare facendomi innamorare di un commissario della omicidi. Al punto che ho comprato tutti i libri della Vargas e ieri sera ho finito l’ultimo uscito. (A proposito, consiglio: il citato Parti in fretta e non tornare e Sotto i venti di Nettuno sono assolutamente i migliori in una collezione di belli.)
Fortunatamente è giunta in aiuto la libraia ed ora sto compulsando lui.
Io sarà che son scemo.
Ma non ho ben capito a che servono i gruppi su aNobii.
Ma mi rompo davvero le palle tutte le volte che mi connetto a rifiutare l’iscrizione per una decina di gruppi.
Tanto più che l’interfaccia di aNobii pecca un po’ e non posso selezionare tutti i gruppi e poi rifiutarli tutti e in più quando clicco su rifiuta di un gruppo il link al rifiuta del gruppo successivo è spostato un po’ in basso e devo muovere il mouse. Mi rendo conto che non si capisce un cazzo dalla descrizione, ma son troppo scazzato per riscriverlo… Provate e vedrete.
