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Se mi lasci ti cancello
Come chi mi legge attentamente potrebbe aver capito, mi diletto di traduzioni. Sono in effetti da un po’ di tempo collaboratore del sito subsfactory.it che si occupa di realizzare i sottotitoli in italiano di serie televisive americane.
Da quando ho iniziato a fare questa cosa ho anche cominciato a guardare praticamente tutti i film che posso in lingua originale, così mi è spesso capitato di scambiare film con amici e poterli solo prendere e non dare perché i miei sono tutti in inglese con i sottotitoli e di solito gli amici non li vogliono. E spesso ho percepito verso questa mia abitudine una specie di sensazione di snobismo intellettuale. Come se quelli con cui ne parlopensino a parole che sia meglio e bello e cool guardare i film in originale, ma in realtà non facesse per loro e io che effettivamente li guardo così sia solo un po’ un fighetto.
Giorni fa ho visto The Millionaire di Danny Boyle. Al cinema, quindi doppiato. E mi è piaciuto molto.
Oggi invece ho letto un post di Andrea Pomini e lo porto ad esempio del perché sia meglio non fidarsi, mai.
Al di là delle considerazioni politiche che Pomini fa e che in parte condivido, quanto fa incazzare che il senso di un film sia stravolto così? Come nel caso del titolo del film che ho usato come titolo per questo post: esca per attirare coppiette con un solo neurone al cinema. Come per il caso del telefim La tata che già conoscevo e di cui potete leggere nei commenti al post di Pomini.
Ma tutto questo non vi fa sentire popolo bue?
E non vi fa incazzare?
Inglisch, pliz!
Ora, io alla fine a forza di insistere sono anche arrivato a passare oltre ai vari modi di dire che si usano ultimamente quando si invoca una accordo da più parti: dite bipartisan come volete, combinate le parole “bi” e partisan e “bai” e “partizan” alla maniera che più preferite. Tanto non è una parola italiana e non aderisce nemmeno poi così bene al nostro sistema politico e quindi le regole ve le fate un po’ come volete.
Però, vi prego, vi scongiuro, che poi non vi lamentate se mi compro pure io un’arma e faccio una improvvisata in qualche redazione di telegiornale: “privacy” è una parola inglese, ha una sua pronuncia.
Anzi, ne ha due, una inglese e una americana.
Nessuna delle due è “privaci”.
Nessuna.
Perciò, cari presentatori dei tele/radio giornali, se vi interessa, la trovate qui, usatela.