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Caro vita

Oggi per la prima volta sono entrati 10 euro nel serbatoio della mia vespa…
Porco cazzo!
Etica professionale
Sono alcune settimane che ho un orecchio tappato, il sinistro.
Oramai sono anni che convivo con questo problema: appena fumo un pelo troppo e prendo un pochino di freddo, TAC!, sinusite, catarro, orecchie tappate.
Negli ultimi giorni in più mi faceva male il dente in fondo alla bocca, quello in alto a sinistra: quando mi lavavo i denti era una sofferenza e passandoci su la lingua sentivo male e una sensazione come quando c’è una carie.
Così ho chiamato il mio dentista che non vedevo da un pezzo e ho preso appuntamento.
Nei giorni tra la telefonata e l’appuntamento ho continuato a curarmi con un mucolitico e il mal di denti è passato.
Però la visita era fissata ed era molto tempo che non andavo a farmi vedere dal dentista, così ieri sera ero là, seduto sulla sedia ad attendere il dottore.
Il mio dentista mi fa impazzire, fossi una donna credo che dovrei cambiarlo o gli salterei addosso!
Per guardarmi in bocca, decretare che quel dente non ha nulla e, come immaginavo, il dolore probabilmente derivava dal catarro, fissarmi una detartrasi che fa sempre bene ci ha messo meno di dieci minuti di orologio, contati.
E io penso che eticamente non mi puoi chiedere 80 euro per la visita.
Perché capisco che all’inizio un dentista abbia studiato tanto e poi si sia dovuto comprare tutta l’attrezzatura e le sedie e le frese e pagare l’assistente e voglia farsi i soldi, ma dopo un po’, quando hai messo a posto tutta la tua vita e anche quella dei tuoi figli, ad un certo momento dovresti arrivare a pensare che puoi fermarti e smettere di accumulare soldi.
Perché 80 euro per dieci minuti fanno 480 euro all’ora.
Che per le 173 ore mensili come da CCNL fanno 83.040 euro al mese.
Per i dodici mesi all’anno fanno 996.480 euro.
E a me sembrano abbastanza, anche considerato che magari per certi interventi il costo orario scende notevolmente.
Perché anche se scendesse del novanta percento arriverebbe sempre a 99.648 euro, che è una cifra che io non vedrò mai tutta assieme.
(immagine di Mauro Biani)
dueezerotredueeuro
Interno giorno, quasi sera, prima di cena.
Camera da letto.
Quando stai per addormentarti e sei lì lì che il sogno non è del tutto iniziato e sembra ancora la realtà, ma le coccole che lei (?) ti sta facendo sono proprio belle: squilla il telefonino.
E’ Livio.
Sì, stavo dormendo.
Sì, prima di cena.
No, non ci sono concerti che io sappia sabato.
Aspetta, ho il telefono fisso che suona.
“Pronto?”
“Buongiorno, sono Rita, la chiamo dalla Sarcazzos Engineering di Savona”
“Mmm”
“Parlo col signor Ferrero?”
“Mmm”
“Buongiorno, le spiego subito perché l’abbiamo contattata dalla spendida riviera dei fiori, tra parentesi spero di trovare in lei come in me un buongustaio e”
“Non mi interessa nulla”
“Cosa non le interessa?”
“Nulla”
“Ma se io non le ho ancora detto nulla!”
“Appunto, quello non mi interessa: nulla”
CLICK
Livio? Torno a dormire, ciao.
CLICK
+++
Esterno giorno, mattina.
Strada per andare in ufficio.
In vespa.
Due colonne di auto per senso di marcia.
Mi sposto per passare sulla mezzeria.
La macchina di fronte a me oggi si sente che anche lei mangia le mele e tenta di passare tra la colonna di sinistra e la fila contromano.
E se fai una puttanata così, tanto vale che la fai bene e quindi perché guardare negli specchietti o mettere la freccia per sorpassare quello davanti in un tratto di doppia striscia continua con la coda contromano?
Lo fai e basta.
E poi sventoli il braccio alla vespa che ti suona da dietro, che ok che gli hai tagliato la strada, ok che per un pelo la butti per le terre, ma che cazzo, hai fretta e già non si sono spostati tutti per fare passare proprio te modello ambulanza e quindi fanculo.
“Signora, sa che esistono le frecce?”
“E tu sai che in terza corsia non si va?”
…
Mi smonta sempre la faccia tosta.
Mi sarei dovuto fermare a chiedere dove intendesse andare lei a sinistra della seconda corsia quando ha scartato?
Sarebbe servito a cambiare il suo mondo?
+++
Interno giorno. Mattina.
Bar prima dell’ufficio.
Lavoro qui dal 2001 se non ricordo male.
Non faccio colazione lì tutti i giorni, ma almeno un paio di volte a settimana sì.
Poi è mattina e tendo a farmi i cazzi miei, solitamente sono pure in ritardo e quindi non ho mai voluto trovare il tempo per cambiare il rapporto da semplice cliente a cliente affezionato.
E l’architettura stessa del bar porta a passare, caffè, cannolo e via.
Ma santo Dio, signora, una media di due giorni a settimana per facciamo che tra ferie e mutua e tentativi di dimagrire son 40 settimane all’anno dal 2001 fan più di 400 volte che prendo caffè e cannolo, sempre caffè e cannolo, sono un abitudinario io, signora, per me solo caffè senza zucchero, ma a lei di come piaccia a me il caffè non interessa e cannolo con crema, ma pure qui, per lei non cambia.
Io lo so che son un euro e venti per il cannolo e con l’euro le sue milleseicentolire del caffè le ha arrotondate a zero punto ottantatre euro e quindi il totale son due euro e tre centesimi, che lei mi arrotonda sempre, ma tutti i santissimi giorni questa pantomima la dobbiamo fare?
“caffè e cannolo”
“uno e venti e ottantatre… dueezerotredueeuro”
Ho due euro in mano e mi fai fare la figura dello scroccone che non ti vuol dare ‘sti merdosi tre centesimi?
Tutti i giorni?