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C25K – W7D3

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E’ un po’ che non riporto qui i giorni di corsa, non vorrei che si pensasse che non ce l’ho fatta e ho smesso, perché non è vero.

Stranamente, inaspettatamente non è vero e sto continuando a correre. Stasera chiuderò W7D3 come da titolo con 4 chilometri in 25 minuti, sempre se ce la faccio.

Dico così perché questa settimana è stato un po’ più difficile del solito e per la prima volta non ho raggiunto l’obiettivo prefissato.

Ma faccio un passo indietro: ho scritto le sensazioni della prima settimana e rileggendole vedo che erano dure, che facevo fatica. Ecco, quello non è cambiato, continuo a fare una fatica tremenda, ma ogni volta il traguardo si sposta un po’ più in là.

Se devo dire la verità questo è la cosa più stupefacente: ogni volta che sono uscito e ho finito una sessione ho pensato alla successiva e ho sentito che non ce l’avrei mai fatta e invece poi mi sono trovato due giorni dopo a correre e a farcela.

I primi giorni correvo un minuto e ne camminavo uno per otto volte consecutive e ogni minuto mi pareva dovesse essere l’ultimo che potessi reggere. Poi sono passato ad un minuto e mezzo, poi a tre, poi a cinque, poi a otto, sempre meravigliandomi di come il mio corpo assorbisse facilmente l’aumento di difficoltà.

Ma la volta che mi faceva più paura era il giorno 3 della quinta settimana, in cui avrei dovuto correre 20 minuti di fila senza pause. W5D3 era il giorno che mi si era fissato in testa come lo scoglio contro cui avrei sbattuto rovinosamente.

Poi un mercoledì ho fatto il passo prima della tabella, W5D2 che prevede di correre 8 minuti, andare 5 minuti al passo e poi altri 8 minuti e al termine ero stremato e la paura è diventata certezza: W5D3 non l’avrei mai portato a termine, avevo già iniziato a rassegnarmi a doverlo ripetere allungando così i tempi del programma.

Passano due giorni, esco e come nulla fosse mi sono trovato a correre 20 minuti, con fatica, ma senza particolari problemi.

Forse quel giorno ho capito cosa sono le endorfine, alla fine avevo voglia di continuare a correre da quanto ero contento!

La sesta settimana finiva con una corsa da 25 minuti e pure quelli sono andati in scioltezza un venerdì pomeriggio. A quel punto ero gasato e mi sono reso conto che anche W7 prevedeva tre corse da 25 minuti, ma leggendo bene il programma ho visto che ciò che doveva cambiare erano i metri percorsi: W6D3 che avevo appena terminato prevede 3.6 km in 25 minuti, le tre sessioni della settima settimana richiedono di correre 4 km in 25 minuti. In effetti ne parlavo con un amico e mi sono reso conto che fino alla sesta settimana il ritmo medio che avevo tenuto era piuttosto lento, attorno ai sette/otto minuti al chilometro, mentre la settima settimana prevede un ritmo di 6:15 al chilometro.

Così quel weekend, tutto impettito dal successo di W6 conclusa quel venerdì in scioltezza, ho pensato bene di non fare la solita pausa lunga sabato e domenica e poi corsa al lunedì e mi sono lanciato in un W7D1 alla sera della domenica stessa, prevedendo di anticipare anche le uscite successive al martedì e al giovedì. Sono uscito verso le sei e sono partito decisamente più brillante rispetto al solito, perché senza strumenti particolari, solo con i riferimenti dei chilometri e un cronometro è difficile capire quanto uno deve correre veloce per fare i 6:15 al chilometro e sono arrivato al primo chilometro esattamente a 6 e 15, abbastanza in palla e contento di aver azzeccato il ritmo.

Parentesi. Io corro sempre sullo stesso pezzo di strada, è una strada poco trafficata, dove corre molta gente e dove agli inizi avevo preso i riferimenti: quel palo è 1km, quella curva dopo il ponte sul canale è a 2km, quel mucchio di fieno a 2,5km e così via, così mi viene facile sapere più o meno quanto sto correndo. Solo che quella strada al secondo chilometro in andata ha un falsopiano in salita e ho presto scoperto che i falsopiani sono delle brutte bestie: quando salgono non sembrano salite, ma distruggono i polpacci e quando scendono ti portano a perdere il controllo delle gambe e ti trovi a correre come un disperato dietro ai tuoi piedi. Fine parentesi.

Così mi son trovato a 6:15 al primo chilometro con davanti la salitina del secondo chilometro da affrontare senza perdere il ritmo e ci ho provato.

E cazzo, ci sono riuscito.

Era la prima volta che andavo così lontano e sono arrivato a girare i 2 chilometri a 12:30, in perfetta tabella. Stanco da bestia, ma in tabella.

Poi ho girato e ho scoperto che girare da stanchi morti è un bel problema, che uno non lo direbbe, ma è un casino. Perché per girare ci sono diversi modi, se uno ci pensa.

Puoi fermati e girare, ma se ti fermi e giri vuol dire che poi devi ripartire e ripartire non è semplice. Partire è facile, sei lì che cammini, sei fresco, la voce nelle cuffie dice di partire e tu parti. Ma ripartire no, ripartire vuol dire che ti sei fermato, hai provato come si sta bene fermi e non c’è verso che tu ti rimetta a correre. Questo modo è stato uno dei primi che ho provato in queste settimane e ho subito capito che non andava bene.

Oppure puoi non fermarti e fare un po’ come il dietro front al militare, 1-2-3-4 con i piedi che ruotano sulle punte al passo 3 e il 4 già nella direzione opposta e fino a W6 ho scelto quel modo di girare, più o meno cercando di non rallentare troppo per non cadere nel caso precedente. Ma laggiù, alla fine di quei primi due chilometri a 6:15 al chilometro ho scoperto che quando sei stanco morto anche questo modo non va bene. Perché se giri così fai una torsione sulle ginocchia e i muscoli flaccidi che ho non tengono bene e poi lo senti e ti preoccupi per giorni.

Poi restavano i due chilometri del ritorno e il terzo era il falsopiano al contrario, ho cercato di non far scappare troppo i piedi e la leggera discesa mi ha aiutato a finire ancora nel tempo previsto; a quel punto mi restava l’ultimo chilometro e ho iniziato a pensare di potercela fare e a come quello stesso chilometro l’avessi fatto pochi minuti prima in scioltezza e ho cercato di convincermi che stava per finire, ma tutto questo non ha impedito che mi venisse un mal di testa fortissimo e il classico male alla milza di quando corri troppo che non mi era mai venuto nelle settimane passate. Ho pensato di fermarmi, ma avevo i 25 minuti in mente e volevo farcela e ho continuato, tutto di testa che le gambe non le comandavo più io e il mal di testa continuava a crescere e alla fine sono arrivato, ma a differenza dei traguardi precedenti questa volta non ero contento. Io sono un po’ ipocondriaco, la malattia mi spaventa e ho sempre paura di aver qualcosa che non va e quel mal di testa unito al fatto che barcollassi come un ubriaco mi ha impedito di gioire dell’obiettivo raggiunto.

Per la prima volta ho sentito che correre non mi faceva stare bene.

Uno non stare bene che non è passato in fretta, al punto che ho deciso di fare la pausa lunga che avrei dovuto fare di sabato e domenica e ho rimandato W7D2 al mercoledì anziché al martedì come avevo pensato. Però lunedì e martedì ho provato sensazioni strane, non avevo la voglia di uscire che ho sempre provato le volte precedenti, avevo paura di stare di nuovo male tentando di stare nel tempo di 25 minuti, per la prima volta ho pensato di mollare.

Mercoledì ho corso W7D2 e non sono riuscito a stare nei 25 minuti, sono partito più calmo rispetto all’ultima volta e mi sono accorto fin dal primo chilometro che avrei sforato e ho passato tutti i 4 chilometri a pensare che avrei sforato e che non sarebbe stato un problema, l’importante era finire i 4 km.

Altra parentesi per spiegare perché è diventato importante finire i 4 km: qualche settimana fa ho incrociato un amico mentre correva e parlando mi ha convinto a provare la Stratorino, una corsa di 7 km che ci sarà una settimana dopo la presunta fine del mio programma C25K, altri amici mi hanno detto che se corro 5 km corro 7 km, a sentir loro magari ne cammino un po’, ma non dovrei aver problemi a farcela così mi son lasciato convincere e il 13 novembre prossimo è diventato il mio elisir. Fino alla sesta settimana ho corso per tempi, come riportato dal programma, dopo aver deciso di fare la Stratorino ho iniziato a correre per distanze per avvicinarmi il più possibile prima ai 5 chilometri e poi ai 7 della corsa. Fine altra parentesi.

Alla fine i 4 km sono finiti, ma ci ho messo un minuto in più del previsto, ho corso in 26 minuti senza forzare troppo e non sono stato male come domenica. Sono stato un po’ deluso perché è la prima volta dall’inizio del programma che non rispetto un obiettivo, ma sono stato anche contento di avercela fatta senza stare male; le brutte sensazioni di domenica sono un po’ sparite e oggi ho abbastanza voglia di correre e vedere come va.

La differenza con le sessioni passate è che adesso mi viene voglia di fermarmi. L’ho sentita chiaramente sia durante W7D1 che durante W7D2: son lì che corro, sono stanco e mi vien voglia di smettere di correre e sedermi sul prato di fianco alla strada. Non sempre, le sensazioni si modificano in continuazione, passo dallo stare bene per qualche passo al sentire il dolore allo stinco sinistro (che ultimamente era quasi sparito), all’avere il fiato mozzato alla voglia di fermarmi. E’ strano, è un desiderio impellente che compare e devo faticare a respingere, il corpo seguirebbe l’impulso e smetterebbe. Mai successo in vita mia qualcosa del genere. Mi domando come sia correre una maratona, con tutti quei chilometri e tutto quel tempo per pensare e tutte quelle sensazioni da provare.

A latere: purtroppo ha iniziato a far freddo, così ieri sono tornato da Decathlon e mi sono comprato un paio di pantaloni lunghi di quelli attillati. Ieri sera li ho provati e faccio davvero ridere, sono una panza montata su due stuzzicadenti e nemmeno la foglia di fico dei pantaloncini indossati sopra serve a mascherare il brutto aspetto che ho visto nello specchio. Vorrà dire che mi toccherà correre veloce per cercare di stare esposto al pubblico ludibrio il meno possibile…

Ah, avevo detto che l’obiettivo finale non era perdere peso e non avrei modificato le mie abitudini alimentari per perdere chili, mi ero pesato all’inizio e pesavo 110 kg, mi sono pesato mercoledì sera dopo la doccia e peso esattamente 110kg, direi che sono uno che mantiene la parola!

(merda, un po’ ci speravo che sarei calato di qualcosa e invece nulla, mi tocca rifugiarmi nella palla che sto mettendo su massa muscolare…)

Written by effemmeffe

October 21st, 2011 at 3:19 pm

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C25K – W1D3

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Venerdì scorso mi sono scordato il report della terza sessione del c25k, l’ultima della prima settimana.

Rimedio ora, anche perché c’è poco da dire: le sensazioni migliorano e il male allo stinco sinistro continua a essere molto forte, alcuni amici che corrono mi dicono che sarà così per i prossimi mesi e avvisano che non devo preoccuparmi. Combinazione oggi c’era un’offerta sul web per una visita podologica a poco prezzo e l’ho presa al volo: giovedì vado a farmi vedere in modo da scongiurare la mia paura principale: farmi male.

Lo so che dovrò soffrire, non mi aspetto che questa avventura sia a costo zero, ma vorrei evitare di dover interrompere perché mi sono fatto male sbagliando scarpe o modo di correre o chissà che. Non sto cercando scuse, davvero, mi ci sono soffermato e mi sono interrogato e voglio davvero continuare. Voglio solo evitare di farmi male e non conoscendo per nulla la materia1 voglio avere rassicurazioni.

Per dire: nel fine settimana mi si è indurito il polpaccio destro, al punto da faticare a camminare, non parliamo di fare le scale, ma oggi uscirò lo stesso e spero di riuscire a fare il salto al programma della seconda settimana.

  1. la materia è: il mio corpo sotto sforzo, mai fatto, che ne so di cosa succede? []

Written by effemmeffe

September 12th, 2011 at 3:39 pm

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C25K, W1D2

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Secondo giorno del programma C25K, tocca nuovamente uscire e correre. La sessione prevista è uguale a quella del primo giorno: 5 minuti di camminata, 60 secondi di corsa alternato a 90 secondi di camminata per un totale di 20 minuti, 5 minuti di camminata.

I primi tre minuti di corsa passano meglio del primo giorno, sento le gambe molto meno pesanti, evidentemente bastava proprio poco a togliere tutti quegli anni di ruggine.

Dal terzo turno di pausa però inizia a farmi male lo stinco sinistro. Come ho già scritto è un dolore abituale quando corro, da sempre, ma rispetto a lunedì questa volta non si presenta per nulla dal lato destro e tantissimo dal sinistro, al punto che arrivo quasi a considerare di invalidare la sessione fermandomi. Mi salva il fatto che il minuto e mezzo di camminata finisce e inizia il minuto di corsa e scopro con stupore che correndo mi fa un pelo meno male. Non che passi, solo si attenua leggermente fino a tornare tollerabile. Sarà così per tutta la sessione: camminando il dolore aumenta, correndo diminuisce. Ed è sempre solo limitato allo stinco sinistro.

Il mal di schiena dovuto alla prima corsa ha lasciato sicuramente traccia anche nel giorno di riposo e oggi da un po’ fastidio, camminando sento la necessità di puntare un pollice vicino alla vertebra dolorante per dare un po’ di sollievo.

Ho provato a correre e a camminare con assetti diversi, piegando più o meno le ginocchia, cercando di stare col busto più avanti o più indietro, per vedere se fossi stato in grado di trovare una posizione più confortevole per il male alla gamba e alla schiena, mi pare che correre più sulle punte potrebbe aiutare il male alla gamba, ma richiede troppo sforzo e non sono riuscito a farlo con continuità. Probabilmente corro coi pesi mal distribuiti visto che sono tutto storto. Non so se sia stato l’incidente di dieci anni fa o se lo fossi già prima, ma so di essere un bel po’ svirgolo e sicuramente questo si riflette sulla corsa. Dovrò provare a parlare con qualcuno che mi dia qualche indicazione su come stare per evitare di peggiorare la situazione e magari che mi sappia spiegare la ragione di quel male alla gamba.

In generale sessione buona, arrivo sempre un po’ al limite di resistenza quando faccio il minuto di corsa e se ci penso mi sa che la prossima settimana, quando dovrò aumentare la durata della corsa, troverò serie difficoltà a portare a casa il risultato, poi però penso che prima della prossima settimana c’è ancora un’uscita da terminare con successo e mi limito a concentrarmi su quella…

Già l’essere riuscito ad andare a correre due giorni secondo programma è un bel risultato per me.

(E mancano solo 25 uscite per i 5000 metri!)

Written by effemmeffe

September 7th, 2011 at 6:33 pm

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C25K, W1D1 – Storia di un epopea in 27 atti

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Ho scoperto il C25K su internet, è un programma che dovrebbe portarti dal divano a correre 5 chilometri in nove settimane.

Non ho mai corso, sono quello che gli americani chiamano Couch potato, una patata da divano. Anche se per me è più una poltrona che il divano…

Ho deciso di provare, così domenica sono andato da Decathlon e mi sono comprato un paio di pantaloncini, le mutande, la maglietta, il giubbottino antivento, calze e scarpe, un cardiofrequenzimetro per soddisfare il mio lato geek. Totale della spesa 151,35 euro di cui 20 per il cardio e 100 per le scarpe che pare siano la cosa più importante e allora ho deciso di seguire un consiglio e mi sono preso un paio di Adidas Response Cushion.

Arrivato a casa provo tutto e scopro che il cardiofrequenzimetro non funziona, l’ho indossato come da istruzioni e poi in svariati altri modi, non va, segnala valori insensati, se trovo la voglia e il tempo lo riporto indietro; tutto il resto mi calza a pennello1 e sono pronto a partire.

Il programma prevede tre uscite settimanali intervallate da un giorno di riposo, quindi i giorni sono lunedì, mercoledì e venerdì; ogni uscita è programmata secondo una tabella, ogni settimana si incrementa l’impegno e in teoria si dovrebbe arrivare a correre per 5 chilometri nel giro di 9 settimane, ma non bisogna passare alla successiva se non si completa una settimana con successo.

Per la prima uscita la sessione comporta 5 minuti di camminata veloce come riscaldamento, 60 secondi di corsa alternati con 90 secondi di camminata per un totale di 20 minuti e per finire altri 5 minuti finali di camminata.

Ieri era lunedì e rientrato dall’ufficio il programma è partito: prima ho fatto un po’ di stretching, poi sono uscito con nelle orecchie l’ipod con su un podcast di sola voce che scandisce gli intervalli di corsa e camminata. Mi aspettano 8 corsette da un minuto.

 

Passati i 5 minuti iniziali di camminata ho iniziato a correre e ho scoperto che tutto il mio fisico è inchiodato: faccio fatica a mettermi in movimento, non sono fluido, tutto sembra sforzato, ma mi aspetto sia normale dopo anni di inattività.

Il minuto di corsa sembra eterno! I successivi 90 secondi di recupero camminando sembrano non servire, poi dopo i primi 30 secondi il cuore pian piano rallenta e addirittura ho la sensazione che un minuto e mezzo sia troppo2.

Il secondo minuto di corsa è un po’ più facile, le gambe rispondono e tengo un’andatura molto lenta in modo da non avere problemi di fiato, passa anche questo e il successivo recupero.

Al terzo minuto inizio a preoccuparmi del fatto che sto allontanandomi da casa più di quanto mi aspettassi e mi chiedo se ce la farò a tornare.

Alla fine del quarto minuto di corsa l’ipod mi segnala che sono arrivato a metà sessione e mi volto immediatamente verso casa.

Il quinto minuto di corsa fatico a partire, le gambe vorrebbero fermarsi e il mal di schiena inizia a diventare davvero forte, quasi troppo.

Il sesto minuto e il settimo sono i più difficili: le gambe si sono indurite, soprattutto la coscia destra mi tira e mi accorgo che sono ancora più legnoso di quando sono partito, l’andatura vista da fuori dev’essere simile a quella dei maratoneti scarsi quando arrivano alla fine…

L’ottavo minuto lo affronto un po’ più sereno visto che sarà l’ultimo e ad un certo punto anche il podcast mi sprona segnalando che mancano solo più venti secondi alla fine.

E infatti finisce e sono a 5 minuti di camminata da casa. Ci arrivo e ho ancora la forza di fare nuovamente stretching prima di fare la doccia.

 

Sensazioni durante la corsa e al mattino successivo:

- aumento progressivo del mal di schiena all’altezza delle tre vertebre L2, L3 e L4 che mi sono rotto in passato, non ad un livello insopportabile, se non peggiora alle prossime uscite non mi preoccupo: sono abituato al mal di schiena.

- Gambe meno dure di quanto mi aspettassi, stamattina le cosce mi fanno sapere che ieri sono state sollecitate, ma non ho avuto problemi ad alzarmi e fare le scale. Credo che lo stretching sia servito molto, devo tenerlo a mente e perseverare.

- Pensavo di aver molta più sete, visto il livello di sudorazione, invece ho bevuto normalmente, ma è da un po’ di tempo che ho iniziato a bere molto più che in passato, non mi sembra di disidratarmi, vediamo in futuro.

- Molto male agli stinchi durante alla corsa. Molto, quasi al punto da costringermi a fermarmi. E’ una sensazione che ho sempre avuto, da quando sono ragazzo: se corro un po’ mi viene male alla parte anteriore della tibia, mi fa male come se fosse l’osso, peggiora col passare del tempo e non so spiegarmi le cause. Dolore che sparisce velocemente appena mi fermo. Spero passi con l’allenamento.

- Le scarpe vanno bene, ho la pianta larga e il piede sinistro ha  la tuberosità del 5° osso metatarsale molto sporgente3 e se stringo troppo mi fa un male insopportabile dopo pochi passi di corsa. E’ lo stesso problema che ho sempre avuto con gli scarponi da snowboard, ma ho visto che se le stringo un pelo di meno sulla parte bassa dei lacci e stringo bene sul collo del piede posso avere il controllo sul passo senza che il dolore si presenti. Ho il dubbio sul mio tipo di camminata, non so se sono neutro o soggetto a pronazione o supinazione, pensavo di correre un po’ e poi far vedere le scarpe a qualcuno che capisca qualcosa.

- Mi sono comprato le mutande sportive e vanno bene, evitano lo sfregamento tra le gambe, ma non ho comprato una canottiera pensando di usare le mie abituali canotte di intimissimi: sudo moltissimo e mi infradicio molto in fretta, devo valutare cosa succede quando la temperatura calerà decisamente. Ho continuato a sudare per tutta l’ora successiva alla doccia, è impressionante…

- Ho deciso che non limiterò in nessun modo le altre abitudini, continuerò a bere una birra quando ho voglia e mangerò senza particolare controllo come faccio ora. Mi han sempre detto che per dimagrire un po’ avrei dovuto fare attività fisica, ora ho deciso di iniziare a farla e non mi interessa fare altro. L’obiettivo non è perdere peso, anche se potrebbe essere un gradito effetto collaterale, l’obiettivo è acquistare mobilità, muovermi, fare qualcosa, verificare se effettivamente queste endorfine di cui parlano tutti esistono e si sentono. L’obiettivo è arrivare all’appuntamento di fine novembre in forma migliore rispetto ad ora, in modo da essere un po’ più preparato a quello che sarà.

- A dimostrazione del punto sopra, ieri sera abbiamo cenato ad hamburger e patatine innaffiate da birra. Ottimi!

 

Alla prossima puntata, vediamo quanto vado avanti prima di cambiare idea.

 

Hat tip: Auro per il C25K e Andrea Beggi per la scarpe e il post motivazionale e i consigli sulle scarpe.

  1. per quanto qualsiasi cosa possa calzare a pennello su un ciccione come me… []
  2. illuso, aspetta i 90 secondi più avanti… []
  3. paroloni che ho imparato da wikipedia []

Written by effemmeffe

September 6th, 2011 at 9:51 am

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