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dueezerotredueeuro

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Interno giorno, quasi sera, prima di cena.
Camera da letto.
Quando stai per addormentarti e sei lì lì che il sogno non è del tutto iniziato e sembra ancora la realtà, ma le coccole che lei (?) ti sta facendo sono proprio belle: squilla il telefonino.
E’ Livio.
Sì, stavo dormendo.
Sì, prima di cena.
No, non ci sono concerti che io sappia sabato.
Aspetta, ho il telefono fisso che suona.

“Pronto?”
“Buongiorno, sono Rita, la chiamo dalla Sarcazzos Engineering di Savona”
“Mmm”
“Parlo col signor Ferrero?”
“Mmm”
“Buongiorno, le spiego subito perché l’abbiamo contattata dalla spendida riviera dei fiori, tra parentesi spero di trovare in lei come in me un buongustaio e”
“Non mi interessa nulla”
“Cosa non le interessa?”
“Nulla”
“Ma se io non le ho ancora detto nulla!”
“Appunto, quello non mi interessa: nulla”
CLICK

Livio? Torno a dormire, ciao.
CLICK

+++

Esterno giorno, mattina.
Strada per andare in ufficio.
In vespa.
Due colonne di auto per senso di marcia.
Mi sposto per passare sulla mezzeria.
La macchina di fronte a me oggi si sente che anche lei mangia le mele e tenta di passare tra la colonna di sinistra e la fila contromano.
E se fai una puttanata così, tanto vale che la fai bene e quindi perché guardare negli specchietti o mettere la freccia per sorpassare quello davanti in un tratto di doppia striscia continua con la coda contromano?
Lo fai e basta.
E poi sventoli il braccio alla vespa che ti suona da dietro, che ok che gli hai tagliato la strada, ok che per un pelo la butti per le terre, ma che cazzo, hai fretta e già non si sono spostati tutti per fare passare proprio te modello ambulanza e quindi fanculo.
“Signora, sa che esistono le frecce?”
“E tu sai che in terza corsia non si va?”

Mi smonta sempre la faccia tosta.
Mi sarei dovuto fermare a chiedere dove intendesse andare lei a sinistra della seconda corsia quando ha scartato?
Sarebbe servito a cambiare il suo mondo?

+++

Interno giorno. Mattina.
Bar prima dell’ufficio.
Lavoro qui dal 2001 se non ricordo male.
Non faccio colazione lì tutti i giorni, ma almeno un paio di volte a settimana sì.
Poi è mattina e tendo a farmi i cazzi miei, solitamente sono pure in ritardo e quindi non ho mai voluto trovare il tempo per cambiare il rapporto da semplice cliente a cliente affezionato.
E l’architettura stessa del bar porta a passare, caffè, cannolo e via.
Ma santo Dio, signora, una media di due giorni a settimana per facciamo che tra ferie e mutua e tentativi di dimagrire son 40 settimane all’anno dal 2001 fan più di 400 volte che prendo caffè e cannolo, sempre caffè e cannolo, sono un abitudinario io, signora, per me solo caffè senza zucchero, ma a lei di come piaccia a me il caffè non interessa e cannolo con crema, ma pure qui, per lei non cambia.
Io lo so che son un euro e venti per il cannolo e con l’euro le sue milleseicentolire del caffè le ha arrotondate a zero punto ottantatre euro e quindi il totale son due euro e tre centesimi, che lei mi arrotonda sempre, ma tutti i santissimi giorni questa pantomima la dobbiamo fare?
“caffè e cannolo”
“uno e venti e ottantatre… dueezerotredueeuro”
Ho due euro in mano e mi fai fare la figura dello scroccone che non ti vuol dare ‘sti merdosi tre centesimi?
Tutti i giorni?

Written by effemmeffe

June 8th, 2006 at 11:50 am

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