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BackupGoo per il backup del proprio account Google

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In informatica gira una battuta che dice che esistono due tipi di persone, quelli che hanno perso i dati e quelli che non  ancora.

Nei giorni scorsi qualche utente ha avuto la sorpresa di vedersi cancellare la posta sul proprio account di Google. Visto che io uso la posta della grande G e non c’è nulla che mi serva davvero, ma è sempre meglio avere tutte le mie mail piuttosto che no, mi sono messo a cercare una soluzione che non fosse scaricarmi a mano tutti i messaggi.

Ho trovato BackupGoo, un’applicazione che gira su Linux, Windows e Mac e che permette di scaricare tutti i dati sul proprio account Google, posta, rubrica indirizzi, agenda e documenti.

Non è il massimo del design, almeno nella versione Windows che ho provato, è a pagamento, ma ha 15 giorni di trial, ma funziona abbastanza bene e la configurazione è semplice: all’avvio chiede le credenziali di accesso al profilo Google e si può scegliere di fare il backup solo di alcuni elementi.

L’unico inconveniente è che ci vuole un sacco di tempo a scaricare le mail e la prima volta che l’ho fatto girare dopo aver scaricato circa 8500 mail su un totale di più di 9000 si è bloccato e ho dovuto ricominciare da capo perché non ha un sistema incrementale…

Però è un programma che va usato solo ogni tanto e fa il suo lavoro, quindi per quel che vale lo consiglio.

Written by effemmeffe

March 1st, 2011 at 3:49 pm

Posted in tech

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Cosi che semplificano la vita

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Metti che hai un computer in ufficio, molto probabilmente con Windows, un computer fisso e due portatili a casa, tutti Mac. E magari un vecchio cassone con Linux che fa da file server nella rete casalinga.

Spesso si presenterà la necessità di condividere file tra tutti questi computer e allora via di copie in rete a casa e di chiavette USB per portare documenti di lavoro dall’ufficio a casa e viceversa.
Poi una mattina uno si accorge che s’è dimenticato sul tavolino a fianco del divano la chiavetta dove c’è quel documento da presentare in ufficio, quello a cui ha lavorato tutta la notte.

Oppure che dopo aver scaricato il filmino delle vacanze di un amico sul file server, la rete casalinga s’è impallata e il filmino non è più raggiungibile e la chiavetta, sempre quella maledetta, è rimasta sulla scrivania dell’ufficio.
Oppure vuole passare ad un’amica il filmino delle proprie vacanze che però su un DVD non ci sta e quindi deve dividerlo in qualche modo e poi comunque deve trovare il tempo per incontrare l’amica e darle il DVD1.

Ecco, tutti questi casini possono sparire in un amen usando un semplice cosillo che si chiama Dropbox.

Dropbox è un servizio che fornisce spazio su un hard disk virtuale che si trova su internet, per il servizio free lo spazio a disposizione è di 2 Gigabyte. Quasiasi file venga caricato su questo spazio diventa disponibile via web e quindi accessibile da qualsiasi computer nel mondo, basta andare sul proprio account con username e password e si hanno a disposizione tutti i file desiderati.
Lo stesso risultato si può ottenere in molti altri modi, basta per esempio usare la mail di Google per mandarsi i file in allegato per poterli poi recuperare via web.

Ciò che rende davvero differente Dropbox è il programma client che si scarica e si installa sul proprio computer.

In fase di installazione si inseriscono i dati del proprio account e lui creerà una cartella di nome My Dropbox.
Ora basta spostare un file qualsiasi in questa cartella perché il programma carichi automaticamente quel file sullo spazio online, senza disturbarci dicendo alcunché e rendendo così disponibile il file online.
Se il software è installato su più computer, il file sarà sincronizzato anche su ogni singolo computer senza necessità di alcun intervento da parte nostra.
Il client parte all’avvio di Windows e mette la sua iconcina nella zona vicino all’orologio in basso a destra2.

Un esempio di uso tipico: relazione da presentare al capo domani mattina alle otto. Nel pomeriggio inizio a scrivere il documento in ufficio, quando ho finito lo salvo nella cartella My Dropbox e chiudo il programma di scrittura.
Il client Dropbox, senza che me ne accorga, manda il file al server su internet.
Vado a casa. Mentre sono sul divano a bere un negroni prima di cena mi viene in mente che una cosa che ho scritto è palesemente sbagliata.
Apro il portatile Mac, il client Dropbox si sincronizza e nella cartella My Dropbox trovo la relazione, esattamente come l’ho lasciata in ufficio.
Faccio le modifiche necessarie e salvo.
Di nuovo, il client Dropbox lo manda automagicamente online e al mattino in ufficio il file è pronto per essere presentato al capo.

Ancora: ho un certo numero di file di cui voglio assicurare il backup, basta copiarli nella cartella My Dropbox e saranno online e disponibili anche in caso di formattazione del computer.

Altro esempio, questa volta più complesso e che introduce un’ulteriore funzionalità.
Faccio il filmino delle vacanze e lo metto in una cartella speciale contenuta nella cartella My Dropbox, cartella speciale perché è stata dichiarata come condivisa.
Se un file sta nella cartella condivisa, Dropbox fornisce un link che posso dare alla mia amica per accedere a quel file particolare, non importa che lei sia iscritta a Dropbox o no, con quel link potrà scaricare da internet il file che ho deciso di condividere e non avrò bisogno di fare casini con DVD e non dovremo per forza vederci di persona, posso mandarle una mail e il gioco è fatto.

Uno dei modi in cui lo uso io è questo.

Tutte le istruzioni dettagliate e altri esempi di utilizzo si possono trovare sul sito, nella sezione di aiuto.

Secondo le F.A.Q. sul sito, Dropbox funziona su Windows XP e Vista, su Mac OS X Tiger e Leopard, su Ubuntu 7.10+ e Fedora Core 9+.  Funziona anche su altre versioni di Linux, ma non è supportato ufficialmente.

Se qualcuno si fosse convinto a provare Dropbox dopo questa pappardella, sarebbe bello se lo facesse via questo link, in questo modo avremo entrambi 250 Megabyte di spazio in più. Nel caso, appalesatevi nei commenti in modo che possa ringraziarvi.

UPDATE: grazie a marcolinux che, pur non facendosi vivo nei commenti3, ci ha appena fatto guadagnare 250 M.

  1. Tutti questi esempi che parlano di filmini valgono naturalmente anche in caso di film scaricati dalla rete, ma questo blog non incita alla pirateria, ok? []
  2. Anche sul Mac parte all’avvio e l’icona si trova sulla barra dei menù in alto a destra, vicino all’orologio, non so cosa succeda su Linux, ma immagino sia una cosa simile. []
  3. che io devo ancora capire com’è che i miei post non li commenta mai nessuno, ma proprio nessuno nessuno: mi stupisco sempre che ci sia chi li legge, ma comentare, nulla, vuoto pneumatico… boh? []

Written by effemmeffe

June 4th, 2009 at 9:26 am