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Come riparare l’alimentatore dell’iBook
Come scritto, ieri mi sono trovato con l’alimentatore dell’iBook non funzionante. In pratica se infilavo il connettore nell’iBook non vedevo la batteria ricaricarsi e la classica luminescenza del connettore che indica la carica.
Allora è venuta fuori la mia rara spippolosità. Questo è il resoconto di un’operazione andata a buon fine, magari potrà servire a chi cercherà in futuro frasi tipo come aprire un alimentatore rotto dell’iBook su google, visto che ieri io ho trovato una sola pagina in inglese e con poche foto.
Aprire l’alimentatore dell’iBook non è un’operazione semplice, Apple l’ha blindato contro gli smanettoni facendo diventare il contenitore esterno un pezzo unico, ma visto che tanto era rotto e avrei dovuto comunque cambiarlo, ho deciso di aprirlo lo stesso: buttarlo via chiuso e non funzionante o aperto e non funzionante sarebbe stato uguale e al limite mi fosse andata bene la riparazione sarebbe stata alla mia portata e avrei risparmiato i 79 € che lo store Apple chiede per uno nuovo.
Il problema più grosso è aprire lo scatolo in modo da poterlo poi richiudere in qualche modo. Farlo tornare come prima è impossibile: l’alimentatore è formato da due gusci uniti tra loro con una sottile striscia di plastica, immagino li termosaldino o qualcosa del genere una volta finito il montaggio.
Però per fortuna mi sono imbattuto in un fantastico attrezzo: un seghetto circolare portatile. La lama è sufficientemente sottile da infilarsi nella fessura tra i due gusci e tagliare la plastica che li unisce.

La prima cosa da fare è rimuovere la spina intercambiabile lasciando libero il funghetto di metallo.

Ora si possono iniziare a separare i gusci con il seghetto. Una volta tagliata la plastica, il problema è separarli senza romperli. Le difficoltà sono due: la prima è che l’elettronica interna è incollata internamente ai gusci, la seconda che il moduletto dove si attacano le spine intercambiabili (quello grigio chiaro col funghetto metallico) è incastrato e incollato ai gusci stessi.
Per il primo problema ho risolto aiutandomi con un cacciavite a scollare il guscio di plastica da quello che si rivelerà poi uno schermo in metallo.
Per il problema del moduletto grigio il rischio è di rompere la parte di guscio a cui è solidale; a me è successo l’opposto: un pezzo del moduletto si è rotto ed è restato attaccato al guscio. Poco male, una volta rimontato dovrebbe incastrarsi al suo posto.
Alla fine, se tutto è andato bene si può rimuovere il guscio superiore e iniziare a intravvedere l’alimentatore.
Ora vanno rimosse le alette su cui si arrotola il cavo di alimentazione e poi si può togliere anche il guscio inferiore.
Una vite fissa lo schermo in metallo sotto il quale c’è un isolante in plastica per evitare cortocircuiti.

Una volta rimosso tutto, il problema diventa capire cosa c’è che non va nell’alimentatore. Chiaramente qui i problemi possono essere tantissimi, alcuni più semplici per chi ha dimestichezza con saldatore e stagno, altri irreparabili nel caso il problema sia in qualche chip. Io ho iniziato l’indagine tentando di seguire il percorso della 220 che passa attraverso quello che sembra un filtro per arrivare poi al trasformatore. Con un tester mi sono accorto che avevo tensione su un lato di una bobina e non sull’altro così ho pensato che il problema fosse lì. Tentando di rinfrescare le saldature della bobina, mi sono reso conto che dei quattro reofori della bobina solo tre spuntavano e guardando da vicino ho realizzato che effettivamente uno era rotto. Probabilmente oltre allo sbatacchiare in borsa tutti i giorni, anche la caduta di qualche giorno fa ha contribuito al casino…

A quel punto sapevo che la causa era quasi certamente la bobina, ma il vero problema era trovare una bobina di ricambio con lo stesso passo e dimensioni.
Visto che non so molto di alimentatori, ho chiesto un po’ in giro e a quanto pare quella bobina sta lì per evitare di creare problemi verso la rete e non per evitare problemi dalla rete e, visto che di non creare problemi alla rete enel io me ne sbatto altamente, ho deciso che al posto della bobina potevano fare al caso mio due semplici spezzoni di filo.


Una volta saldati i fili ho attaccato la 2201 e controllato col tester che fossero presenti i 24 Volt sul cavo che va all’iBook per assicurarmi che la riparazione fosse effettiva. E così è stato!
Ora ero pronto a rimontare i due gusci. A questo punto va fatta attenzione a non dimenticare di mettere tutti i pezzi nell’ordine opposto a quello di smontaggio: prima la plastica isolante, poi lo schermo metallico, il primo guscio, le alette e infine il secondo guscio. Come si vede dalla foto seguente, la prima volta io ho dimenticato lo schermo e ho dovuto rifare tutto lo smontaggio e rimontaggio due volte…

L’unica cosa che deve restare fuori è la bobina sostituita.

Per unire i due gusci ho trovato del nastro bianco che mantiene il look originale aggiungendo il tocco hack che non guasta.

Bene, 79 € risparmiati e soprattutto iBook di nuovo utilizzabile.
- occhio, che la 220 da la scossa, operare a cuore aperto è pericoloso e si rischia la morte, non scherzo! [↩]