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Macelleria ristorante @ Via Bava, 2/R – Torino

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Macelleria ristorante

Ieri sera siamo stati a cena alla Macelleria ristorante.

Il posto è una vecchia macelleria e lo si vede dalla presenza del tipico bancone di marmo sovrastato da una fila di ganci per la carne; l’ambientazione è decisamente elegante, tovaglie rosse con copritovaglie gialle, sedie nere, luci a faretto che illuminano bene la sala senza infastidire, musica di sottofondo non invadente. L’accoglienza è gentile e discreta e lo sarà per tutto il tempo.

Passiamo al menù: gli antipasti scelti erano carpaccio di manzo semiprosciuttato con mozzarella di bufala e olio al basilico per lei e vitel etonnè con tonno crudo e barbabietola per me. Il carpaccio decisamente buono e bello a vedersi, con un piccolo monte di carne sull’insalata e la mozzarella e i frutti di cappero attorno, peccato solo per la mozzarella di bufala: mi chiedo quando si diffonderà anche in settentrione la buona abitudine di non conservare a mozzarella di bufala in frigo, dopo aver assaggiato quella vera che arriva da un caseificio di fiducia sono diventato davvero molto esigente in questo campo…
Anche il vitello etonnè era molto buono, i pezzi di tonno crudo danno al piatto un tocco molto particolare. Forse la presentazione semplice non era all’altezza di quella del carpaccio, ma una volta assaggiato ci si dimentica in fretta di quello che si vede e si apprezza davvero quello che si mangia.

Come secondo abbiamo scelto una tartara di manzo con tuorlo d’uovo, cipolla rossa, frutto del cappero, trito di limone e cetriolini e un blocco di filetto di manzo argentino appena scottato con cipolle al sale e insalata di finocchio, arance, olive e belga per contorno.
La tartara era buona e si amalgamava bene con il gusto della cipolla e dell’uovo, ma troppa carne trita cruda rischia forse di venire a nausea anche se questo non è certo colpa del cuoco.
Il filetto argentino invece era purtroppo talmente buono che ho dovuto cederne un po’ anche a lei, ne avrei mangiato almeno un altro: scottato a puntino, morbido, delizioso.
Peccato che i contorni non fossero assolutamente all’altezza di una carne così buona.
L’insalata era condita molto poco -fortunatamente era perfetta per i gusti di Cecilia, io l’avrei trovata insapore- e le cipolle al sale non sono altro che cipolle intere, con tutta la sua buccia (o pelle?) a cui viene tagliata la parte superiore, salata e messa in forno. Ora, io adoro le cipolle e il grado di cottura era di nuovo perfetto, ma forse un po’ di condimento sarebbe stato necessario, anche a posteriori. E invece non c’erano olio o aceto in tavola.
Ciò ha fatto succedere l’unica nota negativa della serata: dopo aver sbucciato la prima cipolla ed averla messa nel piatto con la carne ho chiesto al titolare dell’olio, lui mi ha portato un IGP umbro delizioso e ne ha versato un po’ sulla carne, quando ho fatto notare che lo volevo per le cipolle ne ha versato un po’ anche su quella che avevo nel piatto e poi ha portato via la bottiglia. Capisco che quell’olio fosse particolare, ma avrebbe potuto trovare una scusa (“aspetti, per le cipolle abbiamo un olio apposta”) per portarne un altro magari meno pregiato invece di costringermi a desiderare un condimento…

Per l’occasione ho deciso che la dieta sarebbe stata temporaneamente sospesa e mi sono lasciato traviare dai dolci, del resto potevo scegliere tra gli altri tra la tarte tatin e la crème brulè che sono due dei miei dolci preferiti. Alla fine ho deciso per la tarte tatin che mi ha lasciato una sensazione ambivalente: nel complesso decisamente buona, le mele molto buone, ma la pasta brisè era troppo friabile, mi piace un po’ più compatta. Ma questa è solo una mia preferenza riguardo l’interpretazione del dolce.
Il tortino di cioccolato fondente di Cecilia era… Beh, paradisiaco è la sola parola che mi viene in mente: esterno di pasta di cacao con scaglie di mandorle e un cuore di cioccolato fondente caldo accompagnato da crema alla vaniglia e frutti di bosco. Credo. Perché tutto era ovattato dalla delizia del cioccolato.
Il caffè era un buon caffè.

Per tutto il pasto abbiamo bevuto un nebbiolo Blagheur del 2005 molto buono ed adatto alle carni scelte.

Il conto totale è stato di 120 euro, non esagerato per la bontà del cibo con forse qualche euro di troppo per i contorni e l’odiosa tassa del coperto che mi piacerebbe non trovare in ristoranti di questo livello.

Il giudizio complessivo è assolutamente buono, ci tornerò volentieri alla prossima occasione. Segnalato su 2spaghi.

Pro: carne, vino, ambiente, cortesia.
Contro: contorno, coperto nel conto.

Written by effemmeffe

January 22nd, 2008 at 6:16 pm

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Piccolo spazio

with 4 comments

Usate 2spaghi.it!
Fate sapere dove è bene andare a mangiare, in perfetto stile 2.0 e ricordate: più persone entrano, più bestie si vedono!
(Questo blog non è affiliato in alcun modo a 2spaghi.it, purtroppo il suo autore non è stato abbastanza fantasioso da inventarlo lui…)

Written by effemmeffe

January 16th, 2007 at 1:00 pm

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