none of the above

unnecessary words from my inside

C25K – W1D3

without comments

Venerdì scorso mi sono scordato il report della terza sessione del c25k, l’ultima della prima settimana.

Rimedio ora, anche perché c’è poco da dire: le sensazioni migliorano e il male allo stinco sinistro continua a essere molto forte, alcuni amici che corrono mi dicono che sarà così per i prossimi mesi e avvisano che non devo preoccuparmi. Combinazione oggi c’era un’offerta sul web per una visita podologica a poco prezzo e l’ho presa al volo: giovedì vado a farmi vedere in modo da scongiurare la mia paura principale: farmi male.

Lo so che dovrò soffrire, non mi aspetto che questa avventura sia a costo zero, ma vorrei evitare di dover interrompere perché mi sono fatto male sbagliando scarpe o modo di correre o chissà che. Non sto cercando scuse, davvero, mi ci sono soffermato e mi sono interrogato e voglio davvero continuare. Voglio solo evitare di farmi male e non conoscendo per nulla la materia1 voglio avere rassicurazioni.

Per dire: nel fine settimana mi si è indurito il polpaccio destro, al punto da faticare a camminare, non parliamo di fare le scale, ma oggi uscirò lo stesso e spero di riuscire a fare il salto al programma della seconda settimana.

  1. la materia è: il mio corpo sotto sforzo, mai fatto, che ne so di cosa succede? []

Written by effemmeffe

September 12th, 2011 at 3:39 pm

Posted in corsa

Tagged with , ,

C25K, W1D2

without comments

Secondo giorno del programma C25K, tocca nuovamente uscire e correre. La sessione prevista è uguale a quella del primo giorno: 5 minuti di camminata, 60 secondi di corsa alternato a 90 secondi di camminata per un totale di 20 minuti, 5 minuti di camminata.

I primi tre minuti di corsa passano meglio del primo giorno, sento le gambe molto meno pesanti, evidentemente bastava proprio poco a togliere tutti quegli anni di ruggine.

Dal terzo turno di pausa però inizia a farmi male lo stinco sinistro. Come ho già scritto è un dolore abituale quando corro, da sempre, ma rispetto a lunedì questa volta non si presenta per nulla dal lato destro e tantissimo dal sinistro, al punto che arrivo quasi a considerare di invalidare la sessione fermandomi. Mi salva il fatto che il minuto e mezzo di camminata finisce e inizia il minuto di corsa e scopro con stupore che correndo mi fa un pelo meno male. Non che passi, solo si attenua leggermente fino a tornare tollerabile. Sarà così per tutta la sessione: camminando il dolore aumenta, correndo diminuisce. Ed è sempre solo limitato allo stinco sinistro.

Il mal di schiena dovuto alla prima corsa ha lasciato sicuramente traccia anche nel giorno di riposo e oggi da un po’ fastidio, camminando sento la necessità di puntare un pollice vicino alla vertebra dolorante per dare un po’ di sollievo.

Ho provato a correre e a camminare con assetti diversi, piegando più o meno le ginocchia, cercando di stare col busto più avanti o più indietro, per vedere se fossi stato in grado di trovare una posizione più confortevole per il male alla gamba e alla schiena, mi pare che correre più sulle punte potrebbe aiutare il male alla gamba, ma richiede troppo sforzo e non sono riuscito a farlo con continuità. Probabilmente corro coi pesi mal distribuiti visto che sono tutto storto. Non so se sia stato l’incidente di dieci anni fa o se lo fossi già prima, ma so di essere un bel po’ svirgolo e sicuramente questo si riflette sulla corsa. Dovrò provare a parlare con qualcuno che mi dia qualche indicazione su come stare per evitare di peggiorare la situazione e magari che mi sappia spiegare la ragione di quel male alla gamba.

In generale sessione buona, arrivo sempre un po’ al limite di resistenza quando faccio il minuto di corsa e se ci penso mi sa che la prossima settimana, quando dovrò aumentare la durata della corsa, troverò serie difficoltà a portare a casa il risultato, poi però penso che prima della prossima settimana c’è ancora un’uscita da terminare con successo e mi limito a concentrarmi su quella…

Già l’essere riuscito ad andare a correre due giorni secondo programma è un bel risultato per me.

(E mancano solo 25 uscite per i 5000 metri!)

Written by effemmeffe

September 7th, 2011 at 6:33 pm

Posted in corsa

Tagged with , ,

C25K, W1D1 – Storia di un epopea in 27 atti

with one comment

Ho scoperto il C25K su internet, è un programma che dovrebbe portarti dal divano a correre 5 chilometri in nove settimane.

Non ho mai corso, sono quello che gli americani chiamano Couch potato, una patata da divano. Anche se per me è più una poltrona che il divano…

Ho deciso di provare, così domenica sono andato da Decathlon e mi sono comprato un paio di pantaloncini, le mutande, la maglietta, il giubbottino antivento, calze e scarpe, un cardiofrequenzimetro per soddisfare il mio lato geek. Totale della spesa 151,35 euro di cui 20 per il cardio e 100 per le scarpe che pare siano la cosa più importante e allora ho deciso di seguire un consiglio e mi sono preso un paio di Adidas Response Cushion.

Arrivato a casa provo tutto e scopro che il cardiofrequenzimetro non funziona, l’ho indossato come da istruzioni e poi in svariati altri modi, non va, segnala valori insensati, se trovo la voglia e il tempo lo riporto indietro; tutto il resto mi calza a pennello1 e sono pronto a partire.

Il programma prevede tre uscite settimanali intervallate da un giorno di riposo, quindi i giorni sono lunedì, mercoledì e venerdì; ogni uscita è programmata secondo una tabella, ogni settimana si incrementa l’impegno e in teoria si dovrebbe arrivare a correre per 5 chilometri nel giro di 9 settimane, ma non bisogna passare alla successiva se non si completa una settimana con successo.

Per la prima uscita la sessione comporta 5 minuti di camminata veloce come riscaldamento, 60 secondi di corsa alternati con 90 secondi di camminata per un totale di 20 minuti e per finire altri 5 minuti finali di camminata.

Ieri era lunedì e rientrato dall’ufficio il programma è partito: prima ho fatto un po’ di stretching, poi sono uscito con nelle orecchie l’ipod con su un podcast di sola voce che scandisce gli intervalli di corsa e camminata. Mi aspettano 8 corsette da un minuto.

 

Passati i 5 minuti iniziali di camminata ho iniziato a correre e ho scoperto che tutto il mio fisico è inchiodato: faccio fatica a mettermi in movimento, non sono fluido, tutto sembra sforzato, ma mi aspetto sia normale dopo anni di inattività.

Il minuto di corsa sembra eterno! I successivi 90 secondi di recupero camminando sembrano non servire, poi dopo i primi 30 secondi il cuore pian piano rallenta e addirittura ho la sensazione che un minuto e mezzo sia troppo2.

Il secondo minuto di corsa è un po’ più facile, le gambe rispondono e tengo un’andatura molto lenta in modo da non avere problemi di fiato, passa anche questo e il successivo recupero.

Al terzo minuto inizio a preoccuparmi del fatto che sto allontanandomi da casa più di quanto mi aspettassi e mi chiedo se ce la farò a tornare.

Alla fine del quarto minuto di corsa l’ipod mi segnala che sono arrivato a metà sessione e mi volto immediatamente verso casa.

Il quinto minuto di corsa fatico a partire, le gambe vorrebbero fermarsi e il mal di schiena inizia a diventare davvero forte, quasi troppo.

Il sesto minuto e il settimo sono i più difficili: le gambe si sono indurite, soprattutto la coscia destra mi tira e mi accorgo che sono ancora più legnoso di quando sono partito, l’andatura vista da fuori dev’essere simile a quella dei maratoneti scarsi quando arrivano alla fine…

L’ottavo minuto lo affronto un po’ più sereno visto che sarà l’ultimo e ad un certo punto anche il podcast mi sprona segnalando che mancano solo più venti secondi alla fine.

E infatti finisce e sono a 5 minuti di camminata da casa. Ci arrivo e ho ancora la forza di fare nuovamente stretching prima di fare la doccia.

 

Sensazioni durante la corsa e al mattino successivo:

- aumento progressivo del mal di schiena all’altezza delle tre vertebre L2, L3 e L4 che mi sono rotto in passato, non ad un livello insopportabile, se non peggiora alle prossime uscite non mi preoccupo: sono abituato al mal di schiena.

- Gambe meno dure di quanto mi aspettassi, stamattina le cosce mi fanno sapere che ieri sono state sollecitate, ma non ho avuto problemi ad alzarmi e fare le scale. Credo che lo stretching sia servito molto, devo tenerlo a mente e perseverare.

- Pensavo di aver molta più sete, visto il livello di sudorazione, invece ho bevuto normalmente, ma è da un po’ di tempo che ho iniziato a bere molto più che in passato, non mi sembra di disidratarmi, vediamo in futuro.

- Molto male agli stinchi durante alla corsa. Molto, quasi al punto da costringermi a fermarmi. E’ una sensazione che ho sempre avuto, da quando sono ragazzo: se corro un po’ mi viene male alla parte anteriore della tibia, mi fa male come se fosse l’osso, peggiora col passare del tempo e non so spiegarmi le cause. Dolore che sparisce velocemente appena mi fermo. Spero passi con l’allenamento.

- Le scarpe vanno bene, ho la pianta larga e il piede sinistro ha  la tuberosità del 5° osso metatarsale molto sporgente3 e se stringo troppo mi fa un male insopportabile dopo pochi passi di corsa. E’ lo stesso problema che ho sempre avuto con gli scarponi da snowboard, ma ho visto che se le stringo un pelo di meno sulla parte bassa dei lacci e stringo bene sul collo del piede posso avere il controllo sul passo senza che il dolore si presenti. Ho il dubbio sul mio tipo di camminata, non so se sono neutro o soggetto a pronazione o supinazione, pensavo di correre un po’ e poi far vedere le scarpe a qualcuno che capisca qualcosa.

- Mi sono comprato le mutande sportive e vanno bene, evitano lo sfregamento tra le gambe, ma non ho comprato una canottiera pensando di usare le mie abituali canotte di intimissimi: sudo moltissimo e mi infradicio molto in fretta, devo valutare cosa succede quando la temperatura calerà decisamente. Ho continuato a sudare per tutta l’ora successiva alla doccia, è impressionante…

- Ho deciso che non limiterò in nessun modo le altre abitudini, continuerò a bere una birra quando ho voglia e mangerò senza particolare controllo come faccio ora. Mi han sempre detto che per dimagrire un po’ avrei dovuto fare attività fisica, ora ho deciso di iniziare a farla e non mi interessa fare altro. L’obiettivo non è perdere peso, anche se potrebbe essere un gradito effetto collaterale, l’obiettivo è acquistare mobilità, muovermi, fare qualcosa, verificare se effettivamente queste endorfine di cui parlano tutti esistono e si sentono. L’obiettivo è arrivare all’appuntamento di fine novembre in forma migliore rispetto ad ora, in modo da essere un po’ più preparato a quello che sarà.

- A dimostrazione del punto sopra, ieri sera abbiamo cenato ad hamburger e patatine innaffiate da birra. Ottimi!

 

Alla prossima puntata, vediamo quanto vado avanti prima di cambiare idea.

 

Hat tip: Auro per il C25K e Andrea Beggi per la scarpe e il post motivazionale e i consigli sulle scarpe.

  1. per quanto qualsiasi cosa possa calzare a pennello su un ciccione come me… []
  2. illuso, aspetta i 90 secondi più avanti… []
  3. paroloni che ho imparato da wikipedia []

Written by effemmeffe

September 6th, 2011 at 9:51 am

Posted in corsa

Tagged with , ,

Burp!

without comments

Quest’estate sono passato dalla capitale e per la prima volta ho assaggiato i fiori di zucca ripieni di mozzarella e alici: BUM!

Io adoro i fiori di zucca, li ho sempre mangiati come li fa mia mamma1 e tutti mi avevano sempre detto che avrei dovuto provare la ricetta romana. Ora sono indeciso se preferisco quelli di mamma o quelli in pastella e ripieni, la lotta è dura.

Stamattina sono andato nell’orto presto a raccoglierne un po’ e poi al mercato a comprare la mozzarella e le acciughe sott’olio e a casa ho provato a rifarli.

Ho messo un po’ di farina e acqua tiepida in una scodella e ho mescolato fino a quando la pastella era ben omogenea, l’ho lasciata densa, come le ricette trovate in rete dicevano, anche contro la mia voglia di allungarla. Alla fine ho aggiunto un filo d’olio e un po’ di sale e ho amalgamato il tutto.

Poi ho tolto il pistillo ai fiori2, ho messo in ognuno un pezzetto di mozzarella e mezza acciuga, li ho passati nella pastella3 e li ho buttati un paio alla volta in un pentolino con olio di semi bollente, fatti scolare su un piatto con carta assorbente e mangiati.

Deliziosi accompagnati da una morettona.

In conclusione posso solo dire che forse 15 fiori di zucca sono troppi per una persona sola… vado a svenire sul divano.

[Image from Donnamoderna]

  1. inutile anche provare a pensare la ricetta, la mamma li fa a modo suo e non verranno mai uguali, comunque sono fritti in qualche modo, ma senza ripieni o cose strane []
  2. ecco, questo è un passo che non capisco: in quelli che fa mia mamma il pistillo m’è sempre piaciuto, perché toglierlo? Boh, comunque tutte le ricette trovate dicevano di farlo e l’ho fatto []
  3. la densità della pastella che mi pareva eccessiva in realtà si è rivelata giusta e necessaria: incolla i fiori e gli impedisce di aprirsi e svuotarsi []

Written by effemmeffe

August 27th, 2011 at 12:54 pm