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Archive for the ‘corsa’ Category

Chieri antica 2012

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Ho fatto tutto il programma c25k per correre i 5000, poi ho iniziato il programma di  albanesi.it per principianti e a un certo punto non sono riuscito ad andare avanti con gli allenamenti, ma ho iniziato a partecipare ad un po’ di corse non competitive nel torinese, fino a quando sono riuscito a correre 10km senza fermarmi e in meno di un’ora, raggiungendo l’obiettivo di passare il test del moribondo di Albanesi.
Vuol dire correre 1 km in 6 minuti.
Per un’ora.

Ho fatto qualche 10km, sempre oltre il mio limite di durata, senza quindi poter fare alcuna programmazione a priori su tempi o modi di correrle.
Sono andato lì e ho provato a finirle, senza una tattica con cui affrontarle, partire piano e poi aumentare o mantenere un ritmo fisso, nulla, solo l’obiettivo del traguardo.
Piano piano ho iniziato a digerire la distanza, senza ancora farla mia del tutto, visto che fatico ancora molto sia fisicamente che mentalmente, ma poco per volta ho iniziato ad abituarmi.

Poi una domenica mattina c’era la Chieri antica da fare.
Ho deciso che questa avrei provato a correrla un po’ più brillante. Perché sul volantino la davano da 8900 metri, perché nel frattempo mi ero iscritto ad una società sportiva e sarebbe stata la mia prima corsa da tesserato e perché per la prima volta ero iscritto alla competitiva.

Andando a 6 al km per 9km facevano 54 minuti, la mia idea era che tutto quello che stavo sotto era buono, a maggior ragione considerando i 100 metri mancanti alla distanza tonda.
Ma io non ho un gps, ho solo il cronometro al polso, quindi non so mai bene come regolarmi.
Così alla partenza ho seguito mio zio, un settantenne che corre sui 5:20 al km: dopo circa 2 km sono morto.
Ho trovato un ritmo e ho cercato di tenerlo, mi pareva fosse buono, leggermente più veloce di come corro normalmente.
Ad un certo punto davanti a me c’era un tipo grosso, quasi come me. Un pelo meno ciccione, ma comunque un bel toro, che andava più o meno al mio ritmo. Mi ci sono accodato e mi sono fatto trascinare per un po’.
Dopo 5/6 minuti che ero dietro a questo ho visto l’inizio di una salita.
Io in salita vado abbastanza bene, ma non ne ho mai fatte di molto lunghe.
Questa l’ho presa bene, tenevo il mio ritmo e il tipo davanti anche, 40/50 metri davanti a me.
Poi sono arrivato alla prima curva e c’era un secondo tratto di salita, e vabbè, stringo i denti e vado.
Dietro alla seconda curva c’era ancora salita e vaffanculo mi si sono fermate le gambe. Una questione di testa più che di fisico, ho anche mormorato qualche bestemmia, come se la salita fosse stata messa lì per darmi fastidio.
Ho camminato per una decina di secondi, poi mi sono detto che quelli erano i secondi che poi alla fine mi mancano sempre, quelli a cui ripenso la sera quando mi corico e rivedo la corsa che ho fatto e così sono ripartito.
Nel frattempo anche il tipo che usavo come lepre si era fermato e camminava, l’ho raggiunto e gli ho battuto sulla spalla, dicendogli di ripartire. Facendolo mi sono sentito parte di una comunità, quelli che corrono, siamo tutti amici nello sforzo condiviso. Lui si è rimesso a correre e mi ha ringraziato, evidentemente anche lui stava provando l’esaurimento mentale e anche lui ha sentito il calore del gesto. Siamo ripartiti assieme e finalmente la salita è finita.
Dopo c’era una discesona molto ripida. Io le discese le odio. Non so farle, ho paura di farmi male alle caviglie e alle ginocchia e così tengo sempre, vado col freno a mano.
Stavolta, visto che ero andato così piano in salita, mi sono lasciato andare e le gambe hanno iniziato a girare, passavo gente a mazzi, stavo proprio bene.
Appena è iniziato il pianoro successivo ho capito perché di solito la gente non si scapicolla in discesa: la milza ha iniziato a farmi male da bestia, ho dovuto correre 5/600 metri con il braccio destro sollevato per darle sollievo. Nel frattempo quei mazzi di prima mi hanno sorpassato tutti quanti, compreso il torello di prima che mi ha dato 200 metri.
Ad un certo punto mi sono accorto che stavo sforando il tempo dei 54 minuti e mi sono incazzato, ma proprio arrabbiato, perché non mi sembrava di essere andato così piano e invece evidentemente sì.
E il traguardo non era nemmeno in vista e non riuscivo a riprendere il tipo di prima, 200 metri sono lunghi da mangiare quando vai più o meno alla stessa velocità e sei stanco.

Prima di partire avevo fatto un po’ di riscaldamento dalla partenza in senso contrario all’arrivo e così mi sono reso conto che stavo arrivando alla fine, mancava meno di 1km e ho iniziato ad aumentare l’andatura, volevo a tutti i costi riprendere la mia lepre, in fin dei conti io ero un competitivo e lui no.
So che sembra stupido, ma sul momento pensavo proprio quello, io sono un competitivo e tu no! Io sono un competitivo e tu no! Era diventato il mio mantra per smettere di pensare alla fatica e provare ad andare di più.
Quando l’ho raggiunto lui ha avuto lo stesso scatto di orgoglio che stavo avendo io e non si è lasciato passare, abbiamo fatto qualche centinaio di metri affiancati, entrambi ad un ritmo superiore a come avevamo corso fino a quel momento. Poi siamo arrivati a quella che io sapevo essere l’ultima curva prima del rettilineo finale e ho trovato energie per aumentare ancora, e poi ancora, e poi ancora: alla fine stavo andando velocissimo (chiaramente per i miei ritmi, eh? Bolt è un’altra cosa), tanto che mi è venuto il dubbio di essermi lanciato troppo presto e che sarei scoppiato prima della fine. Mi vedevo già il tipo sorpassarmi di nuovo con un sogghigno e ho trovato le forze per non fermarmi.
Per fortuna il gonfiabile dell’arrivo era sempre più vicino e alla fine l’ho raggiunto.
Mentre controllavo che il cuore continuasse a battere senza esplodere è arrivata la mia ex lepre e ci siamo complimentati l’un l’altro, anche se io dentro pensavo “ti ho battuto” e sono sicuro che lui pensasse “brutto bastardo”.

Alla fine il GPS ha sconfessato gli organizzatori e non erano 8900 metri, ma quasi 9900, ecco perché la mia previsione era tanto sballata: ho finito in 57′ e 58″ ad una media di 5:52 al km.

Il tracciato: http://www.endomondo.com/workouts/tKfxMbp_I80

 

(Questo post lo trovi anche su Runnerds, un blog collettivo curato da un gruppo di individui accomunati dalla passione per la corsa)

Written by effemmeffe

May 31st, 2012 at 2:23 pm

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C25K – W1D3

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Venerdì scorso mi sono scordato il report della terza sessione del c25k, l’ultima della prima settimana.

Rimedio ora, anche perché c’è poco da dire: le sensazioni migliorano e il male allo stinco sinistro continua a essere molto forte, alcuni amici che corrono mi dicono che sarà così per i prossimi mesi e avvisano che non devo preoccuparmi. Combinazione oggi c’era un’offerta sul web per una visita podologica a poco prezzo e l’ho presa al volo: giovedì vado a farmi vedere in modo da scongiurare la mia paura principale: farmi male.

Lo so che dovrò soffrire, non mi aspetto che questa avventura sia a costo zero, ma vorrei evitare di dover interrompere perché mi sono fatto male sbagliando scarpe o modo di correre o chissà che. Non sto cercando scuse, davvero, mi ci sono soffermato e mi sono interrogato e voglio davvero continuare. Voglio solo evitare di farmi male e non conoscendo per nulla la materia1 voglio avere rassicurazioni.

Per dire: nel fine settimana mi si è indurito il polpaccio destro, al punto da faticare a camminare, non parliamo di fare le scale, ma oggi uscirò lo stesso e spero di riuscire a fare il salto al programma della seconda settimana.

  1. la materia è: il mio corpo sotto sforzo, mai fatto, che ne so di cosa succede? []

Written by effemmeffe

September 12th, 2011 at 3:39 pm

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C25K, W1D2

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Secondo giorno del programma C25K, tocca nuovamente uscire e correre. La sessione prevista è uguale a quella del primo giorno: 5 minuti di camminata, 60 secondi di corsa alternato a 90 secondi di camminata per un totale di 20 minuti, 5 minuti di camminata.

I primi tre minuti di corsa passano meglio del primo giorno, sento le gambe molto meno pesanti, evidentemente bastava proprio poco a togliere tutti quegli anni di ruggine.

Dal terzo turno di pausa però inizia a farmi male lo stinco sinistro. Come ho già scritto è un dolore abituale quando corro, da sempre, ma rispetto a lunedì questa volta non si presenta per nulla dal lato destro e tantissimo dal sinistro, al punto che arrivo quasi a considerare di invalidare la sessione fermandomi. Mi salva il fatto che il minuto e mezzo di camminata finisce e inizia il minuto di corsa e scopro con stupore che correndo mi fa un pelo meno male. Non che passi, solo si attenua leggermente fino a tornare tollerabile. Sarà così per tutta la sessione: camminando il dolore aumenta, correndo diminuisce. Ed è sempre solo limitato allo stinco sinistro.

Il mal di schiena dovuto alla prima corsa ha lasciato sicuramente traccia anche nel giorno di riposo e oggi da un po’ fastidio, camminando sento la necessità di puntare un pollice vicino alla vertebra dolorante per dare un po’ di sollievo.

Ho provato a correre e a camminare con assetti diversi, piegando più o meno le ginocchia, cercando di stare col busto più avanti o più indietro, per vedere se fossi stato in grado di trovare una posizione più confortevole per il male alla gamba e alla schiena, mi pare che correre più sulle punte potrebbe aiutare il male alla gamba, ma richiede troppo sforzo e non sono riuscito a farlo con continuità. Probabilmente corro coi pesi mal distribuiti visto che sono tutto storto. Non so se sia stato l’incidente di dieci anni fa o se lo fossi già prima, ma so di essere un bel po’ svirgolo e sicuramente questo si riflette sulla corsa. Dovrò provare a parlare con qualcuno che mi dia qualche indicazione su come stare per evitare di peggiorare la situazione e magari che mi sappia spiegare la ragione di quel male alla gamba.

In generale sessione buona, arrivo sempre un po’ al limite di resistenza quando faccio il minuto di corsa e se ci penso mi sa che la prossima settimana, quando dovrò aumentare la durata della corsa, troverò serie difficoltà a portare a casa il risultato, poi però penso che prima della prossima settimana c’è ancora un’uscita da terminare con successo e mi limito a concentrarmi su quella…

Già l’essere riuscito ad andare a correre due giorni secondo programma è un bel risultato per me.

(E mancano solo 25 uscite per i 5000 metri!)

Written by effemmeffe

September 7th, 2011 at 6:33 pm

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C25K, W1D1 – Storia di un epopea in 27 atti

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Ho scoperto il C25K su internet, è un programma che dovrebbe portarti dal divano a correre 5 chilometri in nove settimane.

Non ho mai corso, sono quello che gli americani chiamano Couch potato, una patata da divano. Anche se per me è più una poltrona che il divano…

Ho deciso di provare, così domenica sono andato da Decathlon e mi sono comprato un paio di pantaloncini, le mutande, la maglietta, il giubbottino antivento, calze e scarpe, un cardiofrequenzimetro per soddisfare il mio lato geek. Totale della spesa 151,35 euro di cui 20 per il cardio e 100 per le scarpe che pare siano la cosa più importante e allora ho deciso di seguire un consiglio e mi sono preso un paio di Adidas Response Cushion.

Arrivato a casa provo tutto e scopro che il cardiofrequenzimetro non funziona, l’ho indossato come da istruzioni e poi in svariati altri modi, non va, segnala valori insensati, se trovo la voglia e il tempo lo riporto indietro; tutto il resto mi calza a pennello1 e sono pronto a partire.

Il programma prevede tre uscite settimanali intervallate da un giorno di riposo, quindi i giorni sono lunedì, mercoledì e venerdì; ogni uscita è programmata secondo una tabella, ogni settimana si incrementa l’impegno e in teoria si dovrebbe arrivare a correre per 5 chilometri nel giro di 9 settimane, ma non bisogna passare alla successiva se non si completa una settimana con successo.

Per la prima uscita la sessione comporta 5 minuti di camminata veloce come riscaldamento, 60 secondi di corsa alternati con 90 secondi di camminata per un totale di 20 minuti e per finire altri 5 minuti finali di camminata.

Ieri era lunedì e rientrato dall’ufficio il programma è partito: prima ho fatto un po’ di stretching, poi sono uscito con nelle orecchie l’ipod con su un podcast di sola voce che scandisce gli intervalli di corsa e camminata. Mi aspettano 8 corsette da un minuto.

 

Passati i 5 minuti iniziali di camminata ho iniziato a correre e ho scoperto che tutto il mio fisico è inchiodato: faccio fatica a mettermi in movimento, non sono fluido, tutto sembra sforzato, ma mi aspetto sia normale dopo anni di inattività.

Il minuto di corsa sembra eterno! I successivi 90 secondi di recupero camminando sembrano non servire, poi dopo i primi 30 secondi il cuore pian piano rallenta e addirittura ho la sensazione che un minuto e mezzo sia troppo2.

Il secondo minuto di corsa è un po’ più facile, le gambe rispondono e tengo un’andatura molto lenta in modo da non avere problemi di fiato, passa anche questo e il successivo recupero.

Al terzo minuto inizio a preoccuparmi del fatto che sto allontanandomi da casa più di quanto mi aspettassi e mi chiedo se ce la farò a tornare.

Alla fine del quarto minuto di corsa l’ipod mi segnala che sono arrivato a metà sessione e mi volto immediatamente verso casa.

Il quinto minuto di corsa fatico a partire, le gambe vorrebbero fermarsi e il mal di schiena inizia a diventare davvero forte, quasi troppo.

Il sesto minuto e il settimo sono i più difficili: le gambe si sono indurite, soprattutto la coscia destra mi tira e mi accorgo che sono ancora più legnoso di quando sono partito, l’andatura vista da fuori dev’essere simile a quella dei maratoneti scarsi quando arrivano alla fine…

L’ottavo minuto lo affronto un po’ più sereno visto che sarà l’ultimo e ad un certo punto anche il podcast mi sprona segnalando che mancano solo più venti secondi alla fine.

E infatti finisce e sono a 5 minuti di camminata da casa. Ci arrivo e ho ancora la forza di fare nuovamente stretching prima di fare la doccia.

 

Sensazioni durante la corsa e al mattino successivo:

- aumento progressivo del mal di schiena all’altezza delle tre vertebre L2, L3 e L4 che mi sono rotto in passato, non ad un livello insopportabile, se non peggiora alle prossime uscite non mi preoccupo: sono abituato al mal di schiena.

- Gambe meno dure di quanto mi aspettassi, stamattina le cosce mi fanno sapere che ieri sono state sollecitate, ma non ho avuto problemi ad alzarmi e fare le scale. Credo che lo stretching sia servito molto, devo tenerlo a mente e perseverare.

- Pensavo di aver molta più sete, visto il livello di sudorazione, invece ho bevuto normalmente, ma è da un po’ di tempo che ho iniziato a bere molto più che in passato, non mi sembra di disidratarmi, vediamo in futuro.

- Molto male agli stinchi durante alla corsa. Molto, quasi al punto da costringermi a fermarmi. E’ una sensazione che ho sempre avuto, da quando sono ragazzo: se corro un po’ mi viene male alla parte anteriore della tibia, mi fa male come se fosse l’osso, peggiora col passare del tempo e non so spiegarmi le cause. Dolore che sparisce velocemente appena mi fermo. Spero passi con l’allenamento.

- Le scarpe vanno bene, ho la pianta larga e il piede sinistro ha  la tuberosità del 5° osso metatarsale molto sporgente3 e se stringo troppo mi fa un male insopportabile dopo pochi passi di corsa. E’ lo stesso problema che ho sempre avuto con gli scarponi da snowboard, ma ho visto che se le stringo un pelo di meno sulla parte bassa dei lacci e stringo bene sul collo del piede posso avere il controllo sul passo senza che il dolore si presenti. Ho il dubbio sul mio tipo di camminata, non so se sono neutro o soggetto a pronazione o supinazione, pensavo di correre un po’ e poi far vedere le scarpe a qualcuno che capisca qualcosa.

- Mi sono comprato le mutande sportive e vanno bene, evitano lo sfregamento tra le gambe, ma non ho comprato una canottiera pensando di usare le mie abituali canotte di intimissimi: sudo moltissimo e mi infradicio molto in fretta, devo valutare cosa succede quando la temperatura calerà decisamente. Ho continuato a sudare per tutta l’ora successiva alla doccia, è impressionante…

- Ho deciso che non limiterò in nessun modo le altre abitudini, continuerò a bere una birra quando ho voglia e mangerò senza particolare controllo come faccio ora. Mi han sempre detto che per dimagrire un po’ avrei dovuto fare attività fisica, ora ho deciso di iniziare a farla e non mi interessa fare altro. L’obiettivo non è perdere peso, anche se potrebbe essere un gradito effetto collaterale, l’obiettivo è acquistare mobilità, muovermi, fare qualcosa, verificare se effettivamente queste endorfine di cui parlano tutti esistono e si sentono. L’obiettivo è arrivare all’appuntamento di fine novembre in forma migliore rispetto ad ora, in modo da essere un po’ più preparato a quello che sarà.

- A dimostrazione del punto sopra, ieri sera abbiamo cenato ad hamburger e patatine innaffiate da birra. Ottimi!

 

Alla prossima puntata, vediamo quanto vado avanti prima di cambiare idea.

 

Hat tip: Auro per il C25K e Andrea Beggi per la scarpe e il post motivazionale e i consigli sulle scarpe.

  1. per quanto qualsiasi cosa possa calzare a pennello su un ciccione come me… []
  2. illuso, aspetta i 90 secondi più avanti… []
  3. paroloni che ho imparato da wikipedia []

Written by effemmeffe

September 6th, 2011 at 9:51 am

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