La cultura del consenso

A me non me né frega nulla, forse dovrei scri­vere che non me né frega nulla ed aggiun­gerci un pur­troppo, visto che nel breve futuro c’è un mutuo e non un altro gio­cat­tolo elet­tro­nico che forse mi pia­ce­rebbe avere.

Comun­que, è uscito final­mente l’iPad e in rete si sono tutti sca­te­nati. Leggo che c’è chi l’adora, senza averlo nem­meno visto dal vivo, e chi lo deni­gra, sem­pre senza averlo visto dal vivo.

Entrambe posi­zioni accet­ta­bili, per carità: mica devo essere stato sulla luna per dire che l’uomo è andato sulla luna, lo so bene pure io che son scemo.

Però c’è una cosa che mi ha col­pito in molte posi­zioni a favore: la tesi è che anche ai tempi dell’uscita dell’iPhone ci fu que­sta acco­glienza dico­to­mica eppure di iPhone Apple né ha ven­duti una paccata.

Ecco, a me que­sta tesi pare un po’ figlia di que­sti tempi ber­lu­sco­niani: cioè, mi han votato/​comprato milioni di miliardi, mica posso far cagare, no? E quindi acco­glie­temi a brac­cia aperte, e gli urli che sian di pia­cere, men­tre vi inculo!

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