Aggiungo la mia riga

Sono stato un ascol­ta­tore assi­duo di Radio 2 per molti anni, ho ado­rato Cater­pil­lar, al punto di par­te­ci­pare ad alcuni cater-​​raduni in giro per l’Italia, ho ascol­tato Radio 2 in varie fasce della gior­nata, al mat­tino andando al lavoro, alla sera rien­trando a casa, men­tre pre­pa­ravo la cena, men­tre la man­giavo, men­tre la digerivo.

Impaz­zivo per il Dispen­ser di Bor­done e con­ti­nuo ad ascol­tarlo con gusto dopo il cam­bio di conduzione.

Ado­ravo Alle otto della sera, una tra­smis­sione intel­li­gente che por­tava cul­tura nelle case, il venerdì sera che esco mezz’ora prima dall’ufficio potevo sen­tire la fine della bella e sti­mo­lante Con­dor con Sofri e ancora Bor­done, Gli spo­stati mi face­vano com­pa­gnia quei rari pome­riggi in cui non ero in ufficio.

Ora il nuovo diret­tore Muc­ciante ha deciso che la pro­gram­ma­zione non era abba­stanza “Ita­lia. Uno!” e l’ha cambiata.

Mi sono impo­sto di pro­vare ad ascol­tarla, ormai è pas­sato qual­che giorno e ho avuto l’occasione di ren­dermi conto che Radio 2 non è più una radio che fa per me, Traf­fic è un pro­gramma con­dotto da due igno­ranti che non hanno idea di cosa sia la radio, scritto per defi­cienti e pieno di gergo ggio­vane da idioti; il nuovo “rea­lity alla radio”, Donne che par­lano, è quan­to­meno imba­raz­zante, lo spo­sta­mento de Gli spo­stati al mat­tino pre­sto ha pra­ti­ca­mente tagliato le gambe al pro­gramma che non è adatto.

Ho cer­cato la fre­quenza di Radio 3 a Torino visto che né ho sen­tito paralre bene e pro­verò ad ascol­tare quella al mat­tino e passo a Radio Dee­jay dove Nikki con Tro­pi­cal pizza e La Pina e Diego con Pinoc­chio sono buone tra­smis­sioni per il rien­tro in macchina.

Alla sera vedrò cosa pro­pone Radio 3 dopo l’ascolto di Zap­ping su Radio 1 e mi sto attrez­zando per sca­ri­care tutte le pun­tate di alle otto della sera, al limite ria­scol­terò quelle.

Nel frat­tempo non posso fare a meno di dispia­cermi sem­pre più per que­sto con­ti­nuo degra­dare verso una schi­fosa occu­pa­zione dei media che tende ad abbas­sare il livello intel­let­tivo della massa.

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