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Forse c’è una ragione per cui

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Io non ne capisco un cazzo, ogni tanto ascolto qualcosa di musica classica, ma proprio da profano, con l’iPod e quindi va a farsi benedire qualsiasi purismo sonoro e roba del genere.
C’è però un pezzo che conosco a memoria, per averlo ascoltato centinaia di volte da quando una mia vecchia fidanzata me lo fece sentire la prima volta ed è il concerto per violino ed orchestra in re maggiore op. 35 di Pëtr Il’ic Ciajkovskij.

Per caso ho scoperto che proprio quest’opera era inclusa nel cartellone MITO Settembre Musica e per di più era in programma a soli 5 euro al Palasharp di Milano. Così ne abbiamo approfittato per una gitarella fuoriporta e sabato sera ci siamo vestiti bene e siamo partiti.

Il Palasharp è quello che una volta si chiamava Palamadza e dove una volta ho visto il concerto di Moby che presentava quel grande album che fu Play. Mi chiedevo come potesse rendere un’opera di musica classica in una struttura simile. La risposta è che musicalmente, per me che ripeto, non capisco un cazzo, rende bene, eravamo nell’ultima fila del parterre e il suono era chiaro e pulito.

Quello che non rende secondo me è l’idea di musica classica a prezzi popolari: la presentazione del copncerto sul sito di MITO dice:
Perché al Palasharp?
Ci sono sentimenti delicati e struggenti che per una sorta di miracolo possono essere condivisi da una moltitudine quasi infinita di persone; tra questi figurano sicuramente quelli suscitati dalla musica di ?ajkovskij.

Ecco, se tra quella moltitudine ci dev’essere l’imbecille che arriva con venti minuti di ritardo e nessuno lo può fermare all’ingresso come accadrebbe invece in un teatro come si deve, il bambino che piange, lo strusicatore di piedi e soprattutto un coglione di tecnico delle luci cinque metri dietro di noi che decide che per riposarsi meglio deve spostare la cassa che usa come sedia aventi e indietro, beh, preferisco pagare molto di più e mettere lo sbarramento come nelle elezioni politiche. Se lì siamo riusciti a liberarci della sinistra estrema, non vedo in virtù di quale principio qui dovremmo tenerci questi buzzurri.

E poi, finita l’op. 35 la Filarmonica ha suonato la Sinfonia n. 5 in mi minore op. 64 dello stesso autore.
Ok, c’è il crescendo, ti esalti, sei bello carico di adrenalina e di colpo l’orchestra ammutolisce: è la fine del primo movimento e non si applaude. Almeno non si dovrebbe, ma a 5 euro entra anche chi non ha idea. Chi invece ce l’ha ha iniziato a fare “ssst” e l’applauso s’è smorzato.
Poi l’opera continua e finisce anche il secondo movimento e c’è di nuovo la pausa silenziosa. Nemmeno qui sarebbe il caso di applaudire, ma qualcuno che ancora non ha capito batte nuovamente le mani. e di nuovo gli “ssst”.
L’opera, leggo su wikipedia, è composta da quattro movimenti il che vuol dire che ci sono tre pause intermedie, chissà se l’avranno capita che non si applaude tra uno e l’altro? Almeno alla terza volta, l’avranno capito?
Ecco, quelli che non l’hanno capito e hanno continuato ad applaudire imperterriti, beh, anche quelli dovrebbero andare a finire nello sbarramento, ok?

(Recensione? Beh, a me fa piangere sentire quell’opera con le cuffie, immagina che vuol dire sentirla suonare dal vivo da una violinista che mi è anche parsa decisamente brava e con la Filarmonica della Scala che accompagna…)

3 Responses to 'Forse c’è una ragione per cui'

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  1. caro effemmeffe,
    c’ero anch’io al palasharp sabato sera 20 a sentire Ciajkovskij e mi sono mangiato il fegato per tutte le cose negative che hai descritte benissimo. E mi capita ogniqualvolta il concerto costa cinque euro! Alla Scala mai!
    all’ Auditorium quasi mai! Ai palaecccc, sempre!Chi vuole sentire musica del genere suonata da un’orchestra sinfonica della caratura della Filarmonica della Scala che accompagna una violnista di sicuro talento deve pagare minimo cento Euro cento, cosi da poter pagare i buttafuori che a calci nel culo e ditate negli occhi caccino dal palaeccecc tutti quei villani rifatti che vanno a senire la Filarmonica solo perchè costa cinque euro; costasse venti, di quelli non andrebbe nessuno. Salvo poi spenderne tre volte tanto per andare a farsi spaccare i padiglioni auricolari dagli urlatori di professione. Cazzi loro, per l’amor di dio, ma non vengano a romperci i coglioni ai concerti sinfonici!

    alessandro

    22 Sep 08 at 12:38

  2. Sei per caso riuscito a contare quanti, avendo applaudito dopo il terzo movimento ed essendo stati investiti per la terza volta da una salva di sssht, non hanno poi applaudito alla fine dell’opera?

    Davide

    2 Oct 08 at 17:03

  3. No, non è che mi son messo a contare tra le 4/5 mila persone almeno che erano lì…

    effemmeffe

    2 Oct 08 at 17:12

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