Archive for April, 2008
Cosa regalare ad una donna di sessant’anni?
Soprattutto se è tua mamma?
Echi da un lontano passato
Una delle cose che mi piacciono della fotografia come la intendo io è anche la sensazione di sorpresa e piacere che prende quando trovi un rullino non sviluppato e scattato chissà quando e chissà dove.
Lo stesso tipo di sensazione che si sente quando si infilano vecchi vestiti e si trovano nelle tasche quei cinque o dieci euro: sicuramente non ti cambiano la vita e non è una grossa sopresa come trovare un cinquantone, ma è un piacere inaspettato.
A volte da qualcuna delle mie macchine fotografiche spuntano fuori vere soprese che riportano la mente a viaggi passati e quando capita come è successo ieri, quando appaiano foto fatte durante quello che probabilmente è stato il più bel viaggio della mia vita, beh, non è bello come essere là, ma gli odori di Salvador de Bahia mi sono tornati alla mente come fosse ieri.
Lavoro precario
La piazza del Pelourinho di Salvador de Bahia è patrimonio dell’Unesco e quindi ogni mattina, verso le sette, ci sono un tot di uomini con il loro sgabellino che puliscono la piazza dalle erbacce e dai rifiuti lasciati dal giono precedente.
Lavorano per un paio d’ore, in bilico sul loro scrannetto che spostano di mezzo metro per volta, sembrano indolenti, ma in realtà lavorano con coscienza, alla fine del turno la parte della piazza dove sono passati è come nuova.
È un’idea intelligente: non si vedrà mai la piazza completamente pulita, ma del resto sarebbe brutto vederla passare dallo stato di completamente lindo allo stato di completamente sporco, in questo modo invece la piazza è sempre mediamente sporca, ma senza mai raggiungere il livello di indecenza.
E hanno dato lavoro ad una manciata di persone.
Electroclash @ The Beach
Tutto inizia con un tuo amico che ti chiede di mettere un’oretta di dischi ad una festa per il Festival del cinema GLBT di Torino. Al The Beach, che non è proprio il posticino più inculato di Torino, per usare un eufemismo. E sì, non sarà un sabato sera, ma un lunedì, ma è comunque sempre il The Beach, addirittura hai amici che si dispiacciono per non poter essere presenti…
Ti chiedono che il tono della serata sia sul genere electroclash e tu puoi iniziare a spulciare le classifiche e la rete e capire che forse alcuni dei tuoi dischi anche se proprio non electroclash possono andare bene per il genere di selezione che ci aspetta da te.
Allora puoi metterti a riascoltare bene i dischi e magari comprarne qualcuno per l’occasione e immaginare qualche scaletta e iniziare a sentirti a posto e confidente, fatto salvo naturalmente la solita ansia da prestazione che ti prenderà a qualche ora dall’inizio della serata e non importa che tu abbia sentito i vinili decine di volte e li abbia messi tutti in valigia con le cuffie e le puntine di riserva e i cavetti che non si sa mai e la MagLite e la tripla: non li giri quasi mai questi benedetti dischi e ogni volta che devi farlo ti sembra sempre un esame, divertente, ma un esame comunque. Che in fondo è anche poi il suo bello, no? Diventasse un’abitudine probabilmente non ci sarebbe più il gusto di farlo…
Però.
Però, me lo scrivo qui e me lo tatuerò sulle chiappe, puoi dimenticarti della scaletta, del tono della serata, arrivare con mezz’ora di ritardo, scordare le cuffie, ma non devi mai, mai, MAI! lasciare a casa le testine da montare sul piatto. Perché se suoni vinile è quella l’unica cosa che ti serve oltre ai dischi. E nei locali dove passa tanta gente a suonare, ognuno si porta le sue.
Torino – San Raffaele – Torino in 35 minuti netti di orologio.
Spero non ci fossero autovelox.