Boicottare per boicottare
Sono a dieta, ho a disposizione 100 grammi di carne a pasto, sostituibile una volta a settimana con due uova o 80 grammi di prosciutto o 80 grammi di formaggio.
Martedì sera, alla faccia di tutti i musi gialli, mi sono mangiato dieci volte la quantità di formaggio settimanale in mozzarella fresca.
La cui provenienza è assolutamente certa e fanculo anche se apparentemente non trovo nessun marchio DOC o DOP o consorzio o altro. Ho conosciuto i proprietari e tanto mi basta.
E dopo aver parlato con loro, ho scoperto come in commercio ci sia un grande numero di mozzarella di bufala fatta con solo una percentuale di latte di bufala, o con latte della mungitura del giorno prima o congelato. E ho scoperto che per i fratelli Costanzo tutto questo è inammissibile.
Tra l’altro, ho anche scoperto che la mozzarella si mangia ad una temperatura di 30° e posso assicurare che la differenza è sorprendente…
E stasera mi aspetta un altro mezzo chilo!
Speriamo solo che tutta questa storia serva a responsabilizzare gli operatori di tutto il settore coinvolto nella vicenda, se non sono prima loro a tutelare la loro fonte di reddito e di ricchezza chi mai può farlo ??
salviamolabufalacampana
4 Apr 08 at 11:37
Il problema è come al solito indipendente dalla qualità o dalla mancanza di essa.
E’ come l’aviaria, una campagna mediatica ha portato la gente ad avere paura e non consumare più carni bianche.
Ed ora sarà così per un po’ anche con la mozzarella.
Io, finché posso ne approfitto e sfrutto la diminuzione dei prezzi.
Cercando di non riprendere tutti i chili che ho perso finora…
effemmeffe
4 Apr 08 at 16:12
Le aziende campane rispondono all’allarme diossina ed agli effetti negativi dell’emergenza rifiuti.
La paura diffusasi tra i consumatori per i rischi connessi al recente allarme diossina riscontrato nella mozzarella di bufala nonché al rischio contaminazione dei terreni agricoli da parte di rifiuti tossci con la conseguente crisi nelle vendite del settore agroalimentare ha spinto alcuni imprenditori ad agire tempestivamente per scongiurare gli effetti di un ingiustificato boicottaggio nei confronti dei tanti prodotti tipici che rappresentano la vera ricchezza della regione.
E’ questo il caso di un’azienda del settore lattiero-caseareo che produce e commercializza BUFALAT, latte di bufala campana da bere, noto ai più accaniti salutisti per il suo elevato apporto di elementi nutritivi e per la sua elevata digeribilità. La “Fattori Garassi”, questo è il nome dell’azienda ha infatti deciso di rispondere in maniera decisa alla grave situazione venutasi a creare in seguito agli scandali emersi nell’ambito della cattiva gestione dei rifiuti in campania ed al più recente allarme diossina. L’azienda in questione, come molte altre del medesimo settore, ha accusato i colpi di un grave rallentamento nelle vendite del proprio latte, che viene distribuito in tutta Italia ed in alcuni paesi Europei a causa della paure diffusesi tra i consumatori. L’amministrazione della Fattoria Garassi ha così deciso di correre ai ripari lanciando una campagna di comunicazione a supporto dei propri prodotti. L’obiettivo, dice l’azienda, è dimostrare ai nostri clienti l’infondatezza delle loro paure, dovute principalmente alla campagna mediatica che in questi mesi, ha compromesso seriamente la nostra immagine e quella di una interia filiera produttiva. Per queste ragioni ci siamo rivolti ad un’agenzia di comunicazione per definire una strategia di risposta ad una situazione che se continuasse a perdurare avrebbe effetti devastanti anche sul piano occupazionale. La campagna pubblicitaria messa in atto dalla Fattoria Garassi sottolinea non solo la genuinità del proprio latte, BUFALAT, ma anche l’impegno che l’azienda agricola ha sempre profuso nella difesa dell’ambiente. L’azienda infatti ha ottenuto importanti certificazioni che attestano il rispetto di precisi standard nella produzione e trattamento dei rifiuti provenienti dal ciclo produttivo, come ad esempio l’impiego delle biomasse per la generazione di energia che poi viene impiegata per alimentare gli impianti, l’ottimizzazione del volume e della quantità degli imballaggi, l’uso di brick totalmente riciclabili e biodegradabili per la conservazione del latte di bufala.
E’ importante, ribadisce l’azienda, che siano innanzitutto gli imprenditori locali a dare dei chiari ed inequivocabili segnali del loro impegno e senso di responsabilità verso l’ambiente. Solo in questo modo, conclude, possiamo garantire ai nostri prodotti il rispetto e l’immagine che meritano.
Per chi volesse approfondire vi rinviamo al sito dell’azienda:
fattoriagarassi.com
Pasquale Rotondi
16 Apr 08 at 10:27