La chiusura di Think Secret
Think Secret è (era) un blog che pubblicava notizie su Apple.
Anni fa pubblicò in anteprima la notizia dell’uscita dei Mac mini , grazie ad una soffiata di qualcuno all’interno. Per quello Apple lo citò in giudizio chedendo di rivelare la fonte. Ma Nick Ciarelli, l’autore dello scoop, ha tenuto duro e ha ottenuto di non rivelare l’origine della notizia in cambio della chiusura del blog stesso.
In rete è partita chiaramente la discussione e si parla anche dell’eventuale protezione dei blogger da paragonare in questo caso ad un vero e proprio giornalista. Su Stacktrace ad esempio ci si chiede come risolvere la questione.
E se la risposta fosse più semplice di quel che si crede?
Certo, una legislazione sarebbe auspicabile, ma come si fa notare proprio alla fine nel post è difficile coprire tutti i casi e allora non resta che quello che in rete si è sempre usato come moneta: la reputazione.
In realtà se si fa un po’ di attenzione la credibilità è sempre dell’autore del blog, non del nome del blog, anche se spesso si tende ad unificare le due cose.
Ad esempio, eiochemipensavo è un blog molto letto, ma non appena il suo autore ha aperto un tumblr è diventato molto letto anche quello e ciò mi fa pensare che probabilmente molto è dovuto all’eiochemipensavo persona che ci sta dietro, non all’eiochemipensavo come nome di blog (ok, potevo scegliere un esempio migliore per non usare lo stesso nome tra autore e blog, ma vuoi mettere che possibilità di scalare blogbabel con tutti questi link?)
La reputazione, la credibilità sono una delle poche cose spendibili su internet.
Quindi riguardo alla domanda su Stacktrace, a me vien da dire: a Nick Ciarelli non basta aprire un nuovo blog?
(Grazie di avermi usato come case-study ;) )
Oltretutto io credo, come ho detto su phonkmeister appena ho appreso la notizia, che Ciarelli dica poco dell’accordo, se non che è stato soddisfacente per ambo le parti, il che significa una sola cosa: che ha ricevuto una contropartita per la chiusura. Una dote di qualche tipo, insomma, che gli permette, dopo la laurea a Harvard (si sta per laureare), di fare qualcosa di più di un sito di rumor. Che dire oltre che secondo me l’unico a guadagnarci da tutta questa storia è Ciarelli stesso? :)
eio
22 Dec 07 at 09:15
Ciarelli probabilmente ci ha guadagnato un po’ come quando quelle piccole startup tentano di farsi comprare dalle major come google o yahoo.
Sembra però che si sia attentato alla verginità di qualcuno, a leggere i commenti in rete…
effemmeffe
24 Dec 07 at 12:45