Social divide
Mi sono iscritto a flickr, del.icio.us, google, linkedin e blogger e un altro miliardo di siti social network che ora non mi vengono in mente. Ho pure una pagina su myspace. Praticamente le uniche cose che mi sono negato sono twitter e second life.
Eppure non ce n’è, sono sempre un passo indietro.
Vedi facebook: mi sono iscritto e come tutti ho iniziato a mandare inviti ai miei contatti email. Di questi più della metà erano ignari di facebook, tutti si sono iscritti, molti non hanno fatto nulla di più, l’ultima volta che ho dato uno sguardo almeno tre di loro avevano una rete personale più grossa della mia.
Ma la cosa davvero bizzarra è che i miei contatti sono per la maggior parte persone che ho già conosciuto in rete, blogger, partecipanti a usenet, contatti di istant messaging. Mentre l’altro giorno parlavo con una amica dei suoi contatti e lei ha trovato un sacco di suoi ex compagni di scuola o vecchie conoscenze perse di vista.
Effettivamente per formazione oltre che per indole, sono piuttosto sviluppato dal punto di vista internettistico e sono anche molto attratto dal mondo delle applicazioni social -e spero mi si perdonino questo orrendo neologismo e questo gergo da nerd-
mentre amici della vita reale che so essere tecnologicamente consci quanto me sono meno attratti dalla socialità che è la caratteristica, ormai relativamente, nuova del web (2.0 anyone?)
I miei amici della vita reale vanno da chi ha un indirizzo di mail e lo usa per mandare catene a chi usa internet per scaricare divx a chi legge giornali online, ma non usa un aggregatore per le news e i blog “perché faccio prima a guardare i due tre siti che leggo” che è come dire che usare uno strumento come un aggregatore è sinonimo di perdere tempo su internet.
Mi sembra di poter dire che basta meno di un lustro di differenza di età e probabilmente la non completa diffusione della banda larga a caratterizzare diversi tipi di fruizione della rete.