Archive for July, 2007
La parola turismo a Cuneo non vale.
Se sento “Vinadio“, a me che nella provincia granda non ci sono mai stato, vengono comunque in mente almeno tre cose: le terme di Vinadio, l’acqua minerale Sant’Anna di Vinadio (che non linko ché son in polemica con i produttori di acque minerali e bevo solo più birra, chinotto e acqua del rubinetto. Ma vabbè.)
e il forte di Vinadio (il titolo della pagina Classico viola è un po’ criptico, ma anche qui: vabbè.)
Ora, se io che pur non sono mai andato nella provincia granda voglio andare a Vinadio a sentire un concerto, mi aspetto che ad un certo punto dei millemila chilometri che ci sono tra l’uscita chiamata Cuneo dell’autostrada Torino-Savona e la Cuneo vera e propria -cazzo, cuneesi, vi serve affitarvi un topografo, fateci scrivere quasi-Cuneo su quel cartello, tra-un-bel-po’-Cuneo, sennò uno s’illude- dicevo, uno si aspetta prima di entrare dentro Cuneo, di incontrare un fottuto cartello che indichi la strada per una qualsiasi tra la sorgente, il forte, le terme. Per sapere dove andare per andare a Vinadio.
Non che ci sono un milione di cartelli per Valdieri che per inciso sta in una valle a parte. Oltretutto stando a google, Valdieri oltre al pregio di aver ospitato per un po’ una mia cara amica che mi ha allietò il soggiorno in Brasile, altro non sembra avere di notevole.
Poi, Junior Kelly è di gran lunga il miglior cantante jamaicano che abbia visto fin’ora. Grande voce, grandi pezzi, grandi coriste e anche se c’erano solo un duecento persone era davvero preso bene e mi è molto piaciuto che alla fine del concerto si sia andato a sedere di soppiatto sui gradini a lato del palco dove la gente ha potuto raggiungerlo e parlarci un po’.
Fanculo agli stronzi bastardi figli di puttana che alle sette e mezza, di ritorno dai loro merdosissimi divertimenti, hanno iniziato a gridare a un metro dalla mia tenda.
Merde. Avete continuato per un’ora.
Merde!
They saved my life…
Chi legge sa che ormai da un bel po’ sono entrato nel tunnel delle serie tv.
All’inizio è inevitabilmente sorto il problema sottotitoli: il mio inglese non è abbastanza buono da capire che dice Lincoln Burrows di Prison Break o peggio ancora Sawyer in Lost.
E visto che quando tutto è iniziato ero ignaro, ho preso i primi che ho trovato e li ho usati. Erano quelli fatti dai ragazzi di Italian subs addicted. Siano benedetti per tutte le serate che mi sono goduto grazie a loro.
Poi ho iniziato a vedere altre serie -attualmente credo siano più di dieci- e ho iniziato ad affinare i miei gusti: ho trovato sottotitoli approsimativi, con errori di grammatica, con l’imperfetto al posto del congiuntivo (!), con traduzioni palesemente sbagliate, con frasi non tradotte, con la sincronizzazione col video sballata.
Mi infastidiscono anche quelle che potrebbero apparire dettagli: la mancanza di spazi dopo le virgole o, peggio ancora, gli spazi prima delle virgole, un numero diverso da tre puntini di sospensione, l’uso delle maiuscole ad cazzum, la presenza di doppi spazi.
Lo so, sono paranoico, ma tant’è.
E allora ho inziato a correggermeli da me e poi mi son detto che fare il lavoro e tenerlo sul mio hard disk sarebbe stato uno spreco e perciò ho deciso di provare a partecipare con uno dei team che si occupa della traduzione dei serial.
Gironzolando un po’ in internet ho notato che i team più grossi sono due, quelli di Itasa appunto e quelli di Subsfactory.it.
Ho deciso di provare con quelli di Subsfactory perché la loro filosofia è quella di fare sottotitoli curati, magari sacrificando un po’ il numero di serie o la celerità dei rilasci.
Naturalmente, visto che si parla di comunità su internet e forse anche perché sono comunità di italiani, i due gruppi hanno avuto scazzi in passato.
Scazzi riguardo i quali io non intendo prendere posizione, il mio unico interesse è tentare di fornire un servizio a qualcuno, visto che tra quei qualcuno ci sono anche io.
Tutta questa sbrodolata per invogliare a provare i sottotitoli di Subsfactory e dare un feedback in caso di errori o suggerimenti per migliorare.
E se qualcuno vede una serie di cui non trova i sottotitoli provi a chiederli qui o nel forum di Subsfactory.
Ora, se solo riuscissi a scrivere una sola volta subsfactory e non subsfacotry al primo colpo, sarebbe davvero un buon modo per finire la settimana…
La lunga strada della paura.
Io abito a San Raffaele Cimena.
San Raffaele Cimena è un paese che sta a sud del fiume Po, lungo la statale SS590 detta della Valle Cerrina. Confina con i paesi di Brandizzo, Castagneto Po, Chivasso, Gassino Torinese, Rivalba e Settimo Torinese. Il confine con Brandizzo si snoda lungo il fiume, visto che Brandizzo è a nord del Po, come Settimo Torinese e la maggior parte di Chivasso. 
Se un abitante di San Raffaele Cimena vuole andare a Torino può usare diverse strade: la statale SS590, la statale ad alto scorrimento SS11 o l’autostrada A4.
Però entrambe le strade veloci si trovano dall’altra parte del fiume Po e passano nei dintorni di Chivasso e Settimo Torinese.
Per attraversare il fiume Po un abitante di San Raffaele Cimena ha due scelte: andare a Chivasso ed usare il ponte che porta in città oppure andare a Castiglione Torinese ed usare il ponte che porta a Settimo Torinese.
Entrambe le scelte portano sì ad una stada veloce, ma comportano un allungamento dellla strada da percorrere.
Allora se un abitante di San Raffaele Cimena deve andare a lavorare a Torino, la scelta più facile che può fare è usare la statale SS590, attraversando i paesi di Gassino Torinese, Castiglione Torinese e San Mauro Torinese.
Come è facile immaginare, in tutti questi paesi abita molta gente che lavora a Torino, senza contare gli abitanti di Castagneto Po e Rivalba che lavorano anch’essi a Torino.
Quindi uno dei problemi maggiori degli ultimi anni per un abitante di San Raffaele Cimena è quello di dover affrontare tutte le mattine il lungo serpentone di auto che si snoda sulla statale SS590 in direzione Torino.
Per quanto ne so io -che sono sempre un po’ in ritardo- il traffico inizia attorno alle sette di mattina e smette di essere coda attorno alle otto e mezza/nove.
Da ormai una ventina d’anni si narra di un fantomatico ponte che dovrebbe collegare la statale SS590 alla statale SS11 in un punto intermedio tra i due ponti attualmente esistenti e cioè nel tratto di strada tra San Raffaele Cimena e Gassino Torinese; questo nuovo, fantomatico, sospirato ponte farebbe parte del tratto di tangenziale che dovrebbe chiudere l’anello attorno a Torino, tangenziale che ad oggi ha l’aspetto di una grossa C.
Sembra che negli ultimi anni la situazione si stia sbloccando, grazie allo stralcio del ponte dal progetto della tangenziale che invece ha ancora tempi biblici e probabilmente gli abitanti di questo pezzo di mondo potranno avere un ponte in più che aiuti a smaltire il traffico verso le direttrici più veloci e di maggior capacità, ma naturalmente non è una cosa che si risolverà in tempi brevi.
E allora una parziale soluzione potrebbe essere quella di rendere scorrevole al massimo la statale SS590 in modo da favorire il flusso di traffico.
Suppongo che il fottuto, maledetto nuovo semaforo che è appena stato attivato a Castiglione Torinese per regolare l’immissione di una via comunale rientri in quest’ottica. Semaforo che è il terzo in meno di 500 metri.
Stamattina creava coda un chilometro e mezzo prima (ho controllato con google per la distanza esatta).
So che ci sono polemiche per la costruzione del ponte da parte del movimento No TAV (quando il nome di un movimento sociale diventa un marchio io un po’ mi interrogherei…), ma questo rant non l’ho scritto per vicinanza politica o ideologica, è solo che io viaggio in Vespa e le code mi fanno una pippa finché sto attento ad evitare che qualcuno non mi sbatta a terra, ma se oggi c’era un chilometro e mezzo di coda e tanta gente è già in vacanza e le scuole sono chiuse, ho già paura per quest’inverno quando farà troppo freddo per la Vespa e dovrò usare la macchina…