none of the above

unnecessary words from my inside

Meccanismi di sceneggiatura.

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Io non è che mi ricordi molto, del resto l’insegnante non è che fosse poi così bravo! (Scherzo, caso mai mi leggesse; anzi, siamo pure diventati amici…)
Ma mi sembra che una delle lezioni di sceneggiatura fosse centrata sui meccanismi per far immedesimare il pubblico nei personaggi.
Ecco, io arrivato alla puntata 19 della terza serie di Lost posso dire che mi fido di tutti i sopravvissuti che erano sull’aereo e di nessuno di quelli che erano già sull’isola o che ci sono arrivati in qualsiasi modo.

Ce li hanno fatti conoscere nella prima serie, sono diventati nostri amici, con le loro caratteristiche e, benché siano idioti, banderuole, gatte morte, finti modesti, tanto basta perché gli accordiamo una fiducia che invece non possiamo concedere agli Altri.

Forse solo la Rousseau sfugge al meccanismo tra quelli che già erano sull’isola, ma anche lì entra in gioco un trucchetto di sceneggiatura: le hanno rapito la figlia, non si può essere dalla sua parte. I nemici dei miei nemici sono miei amici.

Da qui potrebbero esserci spoiler, magari minimi, ma continuate a leggere a vostro rischio e pericolo.

In questa terza serie il punto di vista è incentrato su chi siano e che facciano gli Altri e spesso si è tentati di pensare che possano nonostante tutto essere buoni anche loro, ma poi succede sempre qualcosa che ci fa ricredere.
Juliet è un buon esempio

Per questo mi aspetto che alla fine ci sarà un ribaltamento del punto di vista inevitabile.
Non riesco ad immaginare quale potrà essere, ma vi prego, J.J. e Damon, tutto tranne la svolta religiosa, tutto tranne la vita dopo la morte.

Written by effemmeffe

May 16th, 2007 at 12:52 pm

Posted in visioni

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