Nel giro di un secondo, in coda.
Ero lì, al semaforo appena uscito dall’ufficio, che mi stavo beatamente scaccolando ben protetto dal pullman alla mia sinistra e dagli alberi a destra, immerso nella narice fino alla seconda nocca ed ecco che CAZZO!
Mi sta guardando!
dritta negli occhi! Almeno quello che può intravedere dei miei occhi in questo momento.
E non li distoglie, continua con arroganza.
Che faccio di sto dito? Lo levo con nonchalance? O di scatto? Oppure continuo ché l’ho quasi preso quel bastardo là dentro?
E lei non la smette di guardarmi.
Chissà che pensa di me.
Che vergogna!
C’ho messo un paio di secondi a realizzare che la pubblicità sul retro del 75 non è viva.