none of the above

unnecessary words from my inside

Flame

with 3 comments

Per fortuna non ho il tempo di leggere i blog in tempo quasi reale e quindi leggo articoli vecchi di un paio di giorni, quando i commenti sono già sedimentati, perché sennò davvero non saprei come resistere alla tentazione di scatenare flame cruenti.
Oggi, per esempio, Matteo Bordone, con un post spettacolosamente autoreferenziale che gli invidio, fa notare la discussione che si e’ aperta nei commenti di un suo precedente pezzo che parla di una recensione di Pierluigi Pansa sul corriere dell’ultimo scritto di Melissa P.
Dicendo che i toni si sono accesi.
E io ricordo con nostalgia i tempi di usenet e le offese che volavano in confronto ai “tanto non li scrivi tu”, “e tu sei un ghost writer”, “no, sei tu che non scrivi i tuoi libri”, “ho detto che li scrivo io”, “sì, però sei una lolita”, “ti stai accanendo”, “guarda, che, quando mi accanisco, lascio, il segno” e quant’altro.
E’ questo il radical-chic?

(Ecco, ho fatto un post da vecchiazza…)

Written by effemmeffe

July 26th, 2006 at 4:13 pm

3 Responses to 'Flame'

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  1. e mica per forza deve finire ad insulti.
    E poi, se basta così poco a fare “innervosire” qualcuno… meglio :-)

    Nandina

    28 Jul 06 at 15:11

  2. Ma appunto: meglio.
    Non deve per forza finire ad insulti, ma se insulti devono essere che lo siano come si deve.

    effemmeffe

    28 Jul 06 at 15:27

  3. in effetti quelli erano insulti da scuola elementare.
    ma vista l’età della protagonista ;-)
    io mi sono divertita e i toni della polemica erano accesi, ma non necessariamente i toni accesi si esprimono con una lite a parolacce :-)

    Nandina

    31 Jul 06 at 17:45

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