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Era solo un vecchio cane, ma era il mio vecchio cane.

Written by effemmeffe

August 29th, 2012 at 9:22 pm

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Chieri antica 2012

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Ho fatto tutto il programma c25k per correre i 5000, poi ho iniziato il programma di  albanesi.it per principianti e a un certo punto non sono riuscito ad andare avanti con gli allenamenti, ma ho iniziato a partecipare ad un po’ di corse non competitive nel torinese, fino a quando sono riuscito a correre 10km senza fermarmi e in meno di un’ora, raggiungendo l’obiettivo di passare il test del moribondo di Albanesi.
Vuol dire correre 1 km in 6 minuti.
Per un’ora.

Ho fatto qualche 10km, sempre oltre il mio limite di durata, senza quindi poter fare alcuna programmazione a priori su tempi o modi di correrle.
Sono andato lì e ho provato a finirle, senza una tattica con cui affrontarle, partire piano e poi aumentare o mantenere un ritmo fisso, nulla, solo l’obiettivo del traguardo.
Piano piano ho iniziato a digerire la distanza, senza ancora farla mia del tutto, visto che fatico ancora molto sia fisicamente che mentalmente, ma poco per volta ho iniziato ad abituarmi.

Poi una domenica mattina c’era la Chieri antica da fare.
Ho deciso che questa avrei provato a correrla un po’ più brillante. Perché sul volantino la davano da 8900 metri, perché nel frattempo mi ero iscritto ad una società sportiva e sarebbe stata la mia prima corsa da tesserato e perché per la prima volta ero iscritto alla competitiva.

Andando a 6 al km per 9km facevano 54 minuti, la mia idea era che tutto quello che stavo sotto era buono, a maggior ragione considerando i 100 metri mancanti alla distanza tonda.
Ma io non ho un gps, ho solo il cronometro al polso, quindi non so mai bene come regolarmi.
Così alla partenza ho seguito mio zio, un settantenne che corre sui 5:20 al km: dopo circa 2 km sono morto.
Ho trovato un ritmo e ho cercato di tenerlo, mi pareva fosse buono, leggermente più veloce di come corro normalmente.
Ad un certo punto davanti a me c’era un tipo grosso, quasi come me. Un pelo meno ciccione, ma comunque un bel toro, che andava più o meno al mio ritmo. Mi ci sono accodato e mi sono fatto trascinare per un po’.
Dopo 5/6 minuti che ero dietro a questo ho visto l’inizio di una salita.
Io in salita vado abbastanza bene, ma non ne ho mai fatte di molto lunghe.
Questa l’ho presa bene, tenevo il mio ritmo e il tipo davanti anche, 40/50 metri davanti a me.
Poi sono arrivato alla prima curva e c’era un secondo tratto di salita, e vabbè, stringo i denti e vado.
Dietro alla seconda curva c’era ancora salita e vaffanculo mi si sono fermate le gambe. Una questione di testa più che di fisico, ho anche mormorato qualche bestemmia, come se la salita fosse stata messa lì per darmi fastidio.
Ho camminato per una decina di secondi, poi mi sono detto che quelli erano i secondi che poi alla fine mi mancano sempre, quelli a cui ripenso la sera quando mi corico e rivedo la corsa che ho fatto e così sono ripartito.
Nel frattempo anche il tipo che usavo come lepre si era fermato e camminava, l’ho raggiunto e gli ho battuto sulla spalla, dicendogli di ripartire. Facendolo mi sono sentito parte di una comunità, quelli che corrono, siamo tutti amici nello sforzo condiviso. Lui si è rimesso a correre e mi ha ringraziato, evidentemente anche lui stava provando l’esaurimento mentale e anche lui ha sentito il calore del gesto. Siamo ripartiti assieme e finalmente la salita è finita.
Dopo c’era una discesona molto ripida. Io le discese le odio. Non so farle, ho paura di farmi male alle caviglie e alle ginocchia e così tengo sempre, vado col freno a mano.
Stavolta, visto che ero andato così piano in salita, mi sono lasciato andare e le gambe hanno iniziato a girare, passavo gente a mazzi, stavo proprio bene.
Appena è iniziato il pianoro successivo ho capito perché di solito la gente non si scapicolla in discesa: la milza ha iniziato a farmi male da bestia, ho dovuto correre 5/600 metri con il braccio destro sollevato per darle sollievo. Nel frattempo quei mazzi di prima mi hanno sorpassato tutti quanti, compreso il torello di prima che mi ha dato 200 metri.
Ad un certo punto mi sono accorto che stavo sforando il tempo dei 54 minuti e mi sono incazzato, ma proprio arrabbiato, perché non mi sembrava di essere andato così piano e invece evidentemente sì.
E il traguardo non era nemmeno in vista e non riuscivo a riprendere il tipo di prima, 200 metri sono lunghi da mangiare quando vai più o meno alla stessa velocità e sei stanco.

Prima di partire avevo fatto un po’ di riscaldamento dalla partenza in senso contrario all’arrivo e così mi sono reso conto che stavo arrivando alla fine, mancava meno di 1km e ho iniziato ad aumentare l’andatura, volevo a tutti i costi riprendere la mia lepre, in fin dei conti io ero un competitivo e lui no.
So che sembra stupido, ma sul momento pensavo proprio quello, io sono un competitivo e tu no! Io sono un competitivo e tu no! Era diventato il mio mantra per smettere di pensare alla fatica e provare ad andare di più.
Quando l’ho raggiunto lui ha avuto lo stesso scatto di orgoglio che stavo avendo io e non si è lasciato passare, abbiamo fatto qualche centinaio di metri affiancati, entrambi ad un ritmo superiore a come avevamo corso fino a quel momento. Poi siamo arrivati a quella che io sapevo essere l’ultima curva prima del rettilineo finale e ho trovato energie per aumentare ancora, e poi ancora, e poi ancora: alla fine stavo andando velocissimo (chiaramente per i miei ritmi, eh? Bolt è un’altra cosa), tanto che mi è venuto il dubbio di essermi lanciato troppo presto e che sarei scoppiato prima della fine. Mi vedevo già il tipo sorpassarmi di nuovo con un sogghigno e ho trovato le forze per non fermarmi.
Per fortuna il gonfiabile dell’arrivo era sempre più vicino e alla fine l’ho raggiunto.
Mentre controllavo che il cuore continuasse a battere senza esplodere è arrivata la mia ex lepre e ci siamo complimentati l’un l’altro, anche se io dentro pensavo “ti ho battuto” e sono sicuro che lui pensasse “brutto bastardo”.

Alla fine il GPS ha sconfessato gli organizzatori e non erano 8900 metri, ma quasi 9900, ecco perché la mia previsione era tanto sballata: ho finito in 57′ e 58″ ad una media di 5:52 al km.

Il tracciato: http://www.endomondo.com/workouts/tKfxMbp_I80

 

(Questo post lo trovi anche su Runnerds, un blog collettivo curato da un gruppo di individui accomunati dalla passione per la corsa)

Written by effemmeffe

May 31st, 2012 at 2:23 pm

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La polenta del giorno dopo

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Quando preparo la polenta di solito faccio in modo di avanzarne un bel po’ così nei giorni seguenti posso approfittarne per cucinare uno dei miei confort food: la polenta al latte e cipolle.

La ricetta è molto semplice: in una padella larga faccio imbiondire un bel po’ di cipolla affettata con olio e un pezzetto di burro, taglio la polenta rimasta nel frigo a fette spesso circa un centimetro e ne faccio uno strato singolo nella padella, ricopro di latte in modo che le fette di polenta affiorino a malapena, metto un po’ di gorgonzola a tocchi e accendo il fuoco alto.

Appena il latte sobbolle abbasso il fuoco e lascio consumare il latte fino a quando non diventa cremoso.

Se riesco a resistere lascio riposare una decina di minuti prima di metterla in tavola, ma non succede spesso.

Buon appetito!

Written by effemmeffe

February 8th, 2012 at 4:16 pm

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Attrazione fatale

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Ormai scrivo più poco qui sopra, ma voglio rompere il silenzio radio per recensire il mio ultimo acquisto, dei magneti presi su supermagnete.it

Mi servivano dei magnetini per una cazzata che ho in testa ed è da quando ho scoperto il sito supermagnete che desideravo comprare qualcosa. (In realtà mi piacerebbe comprare il magnete della morte o il monolite, ma sarebbe solo per il piacere di averlo, non me ne farei nulla…)

Mi servivano magnetini molto più piccoli e maneggevoli, ho preso 5 dischi Ø 10 altezza 3 mm, 5 dischi Ø 10 altezza 4 mm e 40 parallelepipedi da 10 x 6 x 2,5 mm. Totale spesa 15,25 più spese di spedizione 6,50 per un totale di 21 euro e 75.

Quando sono arrivati ho trovato la sorpresa che poi è stata la molla per scrivere questo mini post di recensione: la scatola conteneva una confezione di orsetti haribo, una cartolina con tutti i dipendenti della supermagneti.it e la scritta “grazie”, una cartolina con un buono sconto del 10% valido fino a luglio e dieci magneti  cubici, così, in regalo.

La sensazione è stata di cura nei confronti del cliente e ha aumentato il senso di “giocosità” che già avevo nel comprare un prodotto così poco usuale.

Bravi, complimenti.

Written by effemmeffe

January 24th, 2012 at 4:54 pm

Posted in tech

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